Per la prima volta al mondo, una cucina nazionale ottiene il prestigioso sigillo. La decisione, votata all’unanimità a New Delhi, celebra la “miscela culturale e sociale” del modello gastronomico italiano. L’industria vale 251 miliardi di euro a livello globale.
La cucina italiana è stata ufficialmente iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. La decisione è stata deliberata all’unanimità dal Comitato intergovernatale riunito a New Delhi, in India, segnando un traguardo storico: è la prima cucina al mondo a ricevere il riconoscimento nella sua interezza.
L’UNESCO ha riconosciuto la cucina italiana, con il titolo “Cucina italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale“, come una “miscela culturale e sociale di tradizioni culinarie” e un “modo per prendersi cura di sé e degli altri, esprimere amore e riscoprire le proprie radici culturali”.
Il risultato premia la straordinaria varietà dei piatti regionali italiani, superando l’approccio adottato in passato dall’UNESCO, che si limitava a riconoscere singole pratiche o tecniche (come l’Arte del pizzaiuolo napoletano o la Dieta Mediterranea, già iscritte).
La candidatura, lanciata nel marzo 2023 dai Ministeri dell’Agricoltura e della Cultura, non riguardava una singola ricetta, ma un modello culturale condiviso: un insieme di esperienze comunitarie, scelta consapevole delle materie prime, convivialità del pasto, trasmissione dei saperi e rispetto dei cicli stagionali e dei territori.
“La Cucina italiana è il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione,” ha commentato il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
Il valore del riconoscimento va oltre l’aspetto culturale, offrendo un impulso significativo all’economia nazionale.
- Valore Globale: Secondo l’analisi Coldiretti su dati Deloitte, la cucina italiana genera un valore complessivo di 251 miliardi di euro nel mondo, in crescita del +5% rispetto all’anno precedente e rappresentando il 19% del mercato globale dei ristoranti con servizio al tavolo.
- Opportunità di Sviluppo: Un sondaggio Coldiretti/Censis indica che il 94% degli italiani vede nel riconoscimento UNESCO una chiara opportunità di sviluppo per l’economia.
- Contrasto alle Falsificazioni: L’iscrizione è vista come uno strumento fondamentale per contrastare il fenomeno dell’italian sounding, ovvero la proliferazione di prodotti e pietanze tricolori “taroccate” all’estero.
“Siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo e la nostra identità. Per noi italiani la Cucina non è solo cibo o un insieme di ricette. È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza,” ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio.
Per capitalizzare il risultato e valorizzare l’intera filiera, Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica hanno promosso, con il supporto del Ministero degli Esteri, la creazione dell’Accademia della cultura enogastronomica italiana, volta a favorire la formazione di giovani professionisti del settore.
Con questo nuovo elemento, salgono a 20 gli elementi italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO.