L’omicidio di Charlie Kirk, l’attivista della destra americana assassinato mercoledì, ha innescato una reazione a catena a livello globale, con un’ondata di manifestazioni e un’impennata di sostegno sui social media. Il “martirio” di Kirk si è trasformato in un potente catalizzatore per le destre mondiali, con i suoi account social che hanno guadagnato milioni di follower.
Le indagini sull’omicidio, intanto, svelano nuovi e inquietanti dettagli. Funzionari dell’FBI hanno rivelato a Fox News che Tyler Robinson, il presunto assassino, viveva con un partner transgender in fase di transizione. Questo elemento potrebbe rappresentare un nuovo movente, data la strenua opposizione di Kirk ai diritti delle persone transgender, un tema ricorrente nei suoi comizi. L’FBI ha confermato che il partner di Robinson sta collaborando pienamente con le indagini.
A pochi giorni dall’assassinio, la vedova di Kirk, Erika Kirk, ha rilasciato una prima e toccante dichiarazione, promettendo di non far morire il movimento del marito. “Chi è responsabile dell’assassinio di mio marito non ha idea di cosa abbiano fatto”, ha detto Erika Kirk, “non avete idea del fuoco che avete acceso in questa moglie. Il grido di questa vedova echeggerà in tutto il mondo come un grido di battaglia”. Con la voce rotta dalle lacrime, ha promesso di mantenere viva la missione di Kirk, ringraziando anche l’ex presidente Donald Trump, che ha chiesto la pena di morte per l’assassino.
L’onda d’urto della morte di Kirk è arrivata fino a Londra, dove oltre 100mila persone hanno sfilato in un corteo guidato da Tommy Robinson, figura di spicco dell’estrema destra inglese. La marcia, che ha sventolato cartelli con lo slogan “I am Charlie Kirk”, è stata promossa come una manifestazione a difesa della libertà di parola. La situazione, tuttavia, è degenerata quando un gruppo di manifestanti si è scontrato con la polizia, che ha cercato di separarli da un contro-corteo antirazzista. Negli scontri, diversi agenti sono stati aggrediti e ci sono stati almeno 9 arresti.