E’ morto in un incidente durante un lancio il base jumper altoatesino Uli Emanuele. L’uomo, 29 anni, si trovava in Svizzera per effettuare riprese per un nuovo video. L’emittente altoatesina Video33-Sdf riferisce che si era lanciato da una montagna in compagnia di due amici quando si e’ schiantato contro la parete rocciosa. Emanuele era diventato famoso e una star di internet per il volo con la tuta alare attraverso un anello di fuoco e una ‘cruna d’ago’ formata da una roccia.
Uli Emanuele e’ morto schiantandosi durante in volo contro le rocce tra le montagne svizzere della zona di Lauterbrunnen. Il 30enne famoso base jumper altoatesino, tra i piu’ esperti interpreti del volo con la tuta alare (wingsuit), stava effettuando un volo e girando un video per la GoPro. Diverse le sue imprese, dall’attraversamento in volo con la tuta alare di un anello di fuoco ai voli da brivido tra le rocce. Nato a Bolzano, Emanuele ha iniziato sin da giovane a praticare il paracadutismo, lo sport a cui lo aveva iniziato il padre. Ben presto diventato uno dei migliori di tutto il Triveneto, prima di passare ai voli con la tuta alare si era cimentato nel base jumping. Uli Emanuele per il 2016 aveva altri progetti. Dopo l’esperienza in Svizzera, a settembre eran previsti alcuni voli in Irlanda, ma anche in Cina e Sicilia. La famiglia e’ partita per la Svizzera.
Dopo l’incidente che ha provocato la morte di Uli Emanuele, il Codacons chiede alle istituzioni italiane di vietare il “base jumping” su tutto il territorio nazionale. “Si tratta di uno sport estremo che ha visto sensibilmente crescere negli ultimi anni il numero di appassionati – spiega il presidente Carlo Rienzi – Di pari passo si sono registrati sempre piu’ incidenti, spesso mortali, causati proprio dai lanci nel vuoto con o senza tuta alare. All’estero molti paesi hanno vietato la pratica del” base jumping”, in quanto si tratta di sport estremo ed incredibilmente pericoloso. Non a caso i lanci nel vuoto avvengono spesso in gran segreto o di notte, al fine di non attirare l’attenzione ed evitare problemi legali. La questione principale e’ che la normativa in materia e’ assai carente mentre il numero di italiani che pratica sport estremi cresce continuamente – prosegue Rienzi – Per questo chiediamo alle istituzioni di imporre divieti e limiti stringenti sul fronte del” base jumping” e degli altri sport a rischio, al fine di tutelare la vita umana, interesse prioritario anche rispetto alla ricerca di adrenalina e di emozioni forti a tutti i costi”.