Sono migliaia i cubani in fila per portare l’ultimo omaggio a Fidel Castro, firmando i ‘Registri della Rivoluzione’. Con bandiere cubane e foto del li’der maximo si sono accodati a Plaza de la Revolucion per dire addio al loro ‘eroe’, sin dalle prime ore del mattino. Vladimir Putin non sara’ presente alle esequie perche’ impegnato nella stesura del discorso annuale al Parlamento.
L’appuntamento e’ nella piazza simbolo della rivoluzione cubana dove sono esposte le ceneri di Fidel Castro morto a 90 anni. I repubblicani chiedono che ‘in nessuna circostanza il presidente Obama, il vicepresidente Joe Biden e il segretario di Stato John Kerry devono andare a Cuba per il funerale di Castro’. Lunga telefonata tra Trump e Obama. La morte di Fidel domina le prime pagine di tutto il mondo. Il ‘Lider Maximo’ riposera’ con Jose’ Marti’ a Santiago, dove ci sono le spoglie dei padri della patria. Anche il Nicaragua ha decretato nove giorni di lutto nazionale.
Una serie di colpi a salve di artiglieria verranno sparati a L’Avana e a Santiago di Cuba da oggi fino al 4 dicembre, giorno dei funerali, come omaggio al leader della rivoluzione cubana Fidel Castro, morto venerdì a 90 anni. I colpi di pistola sono iniziati alle 9, quando 21 salve sono state sparate simultaneamente a L’Avana e Santiago, domenica accadrà la stessa cosa. Oggi un colpo di cannone viene sparato ad ogni ora fino alle 18, poi da martedì al 3 dicembre verrà sparato un colpo ad ogni ora dalle 6 alle 18.
Si prevede che i leader internazionali inizino ad arrivare sull’isola da domani mattina. I cubani avranno due giorni, lunedì e martedì, per salutare il ‘comandante’ a L’Avana, le cui ceneri saranno in Plaza de la Revolucion, dove si trova il memoriale di José Martì. Mercoledì i resti di Castro lasceranno la città per un viaggio di quattro giorno attraverso l’isola fino a raggiungere Santiago. Le ceneri saranno a Santiago il 3 dicembre e il 4 verranno sepolte nel cimitero di Santa Ifigenia.
Il nel eletto presidente americano Donald Trump interviene su Twitter dove detta una sorta di ultimatum. “Se il governo cubano non è disposto a trovare un accordo migliore per il proprio popolo, per gli americani/cubani e per gli americani, intesi come una sola cosa, io non lo porterò a termine”.