In calo dell’8,5% tra gennaio e agosto 2016 le assunzioni a tempo indeterminato rispetto allo stesso periodo 2015. L’osservatorio Inps sottolinea che sul dato pesa la fine del superbonus. Nel corso degli otto mesi presi in considerazione, con il Jobs Act, sono cresciuti del 28% i licenziamenti sui contratti a tempo indeterminato, in aumento soprattutto quelli disciplinari, quelli per giusta causa e giustificato motivo.
In calo dell’8,5% tra gennaio e agosto 2016 le assunzioni a tempo indeterminato nelle aziende private rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’osservatorio dell’Inps sottolinea che il dato va considerato rispetto al forte incremento nel 2015 dovuto al superbonus, ossia l’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni. Nel corso degli otto mesi presi in considerazione, con il Jobs Act, sono cresciuti del 28% i licenziamenti sui contratti a tempo indeterminato, in aumento soprattutto i licenziamenti disciplinari, quelli per giusta causa e giustificato motivo.
Rallentano le assunzioni nei primi 8 mesi dell’anno. Le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-agosto 2016 sono risultate 3.782.000, con una riduzione di 351.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-8,5%). Lo rende noto l’INPS in un comunicato precisando che nel complesso delle assunzioni sono comprese anche le assunzioni stagionali (447.000). Il rallentamento delle assunzioni, si legge nella nota, ha riguardato principalmente i contratti a tempo indeterminato: -395.000, pari a -32,9% rispetto ai primi otto mesi del 2015. Come già segnalato nell’ambito dei precedenti aggiornamenti dell’Osservatorio, il calo va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni. Analoghe considerazioni possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-35,4%).
Per i contratti a tempo determinato, nei primi 8 mesi del 2016, si registrano 2.385.000 assunzioni, in aumento sia sul 2015 (+2,5%), sia sul 2014 (+5,5%). Per i contratti in apprendistato si osserva una crescita, rispetto all’analogo periodo del 2015, del 18,0%. I contratti stagionali invece registrano una riduzione del 7,4%. In relazione all’analogo periodo del 2015, le cessazioni nel complesso, comprensive anche dei rapporti di lavoro stagionale, risultano diminuite del 7,3%. La riduzione è più consistente per i contratti a tempo indeterminato (-8,3%) che per quelli a tempo determinato (-5,2%). Nei primo 8 mesi del 2016 le assunzioni con esonero contributivo biennale sono state pari a 247.000, le trasformazioni di rapporti a termine che beneficiano del medesimo incentivo ammontano a 84.000, per un totale di 330.000 rapporti di lavoro agevolati. Nel 2016, i rapporti di lavoro agevolati rappresentano il 32,8% del totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato. Nel 2015, l’incidenza delle assunzioni e trasformazioni agevolate (con abbattimento totale dei contributi a carico del datore di lavoro per un triennio), sul totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato, era stata pari al 60,8%.
Nei primi 8 mesi del 2016, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +703.000, inferiore a quello del corrispondente periodo del 2015 (+813.000) e superiore a quello registrato nei primi otto mesi del 2014 (+540.000). Su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) ad agosto 2016 risulta positivo e pari a +514.000, compresi i rapporti stagionali. Il risultato positivo è interamente imputabile al trend di crescita netta registrato dai contratti a tempo indeterminato, il cui saldo annualizzato ad agosto 2016 è pari a +518.000.