Un mix di accuse dirette e aperture diplomatiche. Il Ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha tenuto uno dei discorsi più attesi all’Assemblea generale dell’Onu, lanciando un avvertimento ai Paesi della NATO e dell’Unione Europea, accusati di “provocazioni”, ma anche aprendo a un dialogo con gli Stati Uniti.
Lavrov ha accusato l’Occidente di “sabotare” i negoziati con l’Iran e ha definito “illegali” i tentativi di reintrodurre le sanzioni contro Teheran. Il riferimento è alla recente bozza di risoluzione, bocciata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che chiedeva una sospensione delle sanzioni sul programma nucleare iraniano.
Non sono mancate le accuse anche verso l’Ucraina e l’Unione Europea, a cui il ministro russo ha rinfacciato di “non avere una sincera volontà di pace”. Sul conflitto in corso, Lavrov ha mantenuto una linea dura, pur riconoscendo la necessità di una soluzione diplomatica.
Nonostante i toni accesi, Lavrov ha mostrato un’inattesa apertura verso gli Stati Uniti. “Nutriamo qualche speranza per la continuazione del dialogo russo-americano”, ha dichiarato, elogiando il presidente Donald Trump per la sua “volontà di trovare soluzioni realistiche”. Il ministro russo ha sottolineato la “responsabilità speciale” che Washington e Mosca hanno per la stabilità globale, affermando che entrambi i Paesi devono evitare di “precipitare in una nuova guerra”.
Un’altra proposta sul tavolo riguarda il trattato New START, l’ultimo grande accordo sul controllo delle armi nucleari, che scade a febbraio. La Russia si è detta disponibile a prolungarlo di un anno per “mantenere un livello accettabile di controllo sui missili nucleari”.
Infine, Lavrov ha affrontato la questione palestinese, condannando i piani di annessione della Cisgiordania da parte del governo israeliano di Benjamin Netanyahu. Il ministro ha accusato Israele di voler “seppellire le decisioni dell’Onu sulla creazione dello stato palestinese”.