Il papa durante la Via Crucis al Colosseo: ‘Le porte chiuse ai migranti a causa della paura e dei cuori blindati dai calcoli politici’, ‘i piccoli feriti nella loro innocenza e nella loro purezza’, ma anche una Chiesa divisa anche al suo interno. Sono ‘le croci del mondo di oggi’ . Poi un riferimento agli anziani: ‘lasciati da soli persino dai propri figli’, le ‘famiglie spezzate dal tradimento’.
La tradizionale celebrazione della Via Crucis con Papa Francesco, quest’anno è stata dedicata al tema dei migranti, delle vittime del traffico di esseri umani, della schiavitu’, della pedofilia. Proprio ai migranti il Santo Padre ha riservato una parte della preghiera, al termine della celebrazione. Migranti “che trovano le porte chiuse a causa della paura e dei cuori blindati dai calcoli politici”. Ed ancora la ferita della pedofilia, “dei piccoli, feriti nella loro innocenza e nella loro purezza”. A portare la croce, nel corso della Via Crucis, il cardinale vicario di Roma, Angelo De Donatis, un disabile, volontari dell’Unitalsi e quelli che operano nelle strade della citta’, famiglie italiane e straniere, donne. Al suo arrivo al Colosseo, Papa Francesco e’ stato accolto dal sindaco di Roma Virginia Raggi.
“I migranti che trovano le porte chiuse a causa della paura e dei cuori blindati dai calcoli politici”; “i piccoli feriti nella loro innocenza e nella loro purezza”, chiaro riferimento agli scandali di pedofilia; l’ambiente vittima di “occhi egoistici e accecati dall’avidità e dal potere”; e “la Chiesa che si sente assalita continuamente, dall’interno e dall’esterno”.
Il Pontefice indica “tutte le croci del mondo”. Cita “le persone affamate di pane e di amore, le persone sole e abbandonate perfino dai propri figli e parenti; le persone assetate di giustizia e di pace; le persone che non hanno il conforto della fede; gli anziani che si trascinano sotto il peso degli anni e della solitudine”. E “i migranti che trovano le porte chiuse a causa della paura e dei cuori blindati dai calcoli politici”; e ancora “i piccoli, feriti nella loro innocenza e nella loro purezza”. “La croce dell’umanità che vaga nel buio dell’incertezza – afferma il Papa – e nell’oscurità della cultura del momentaneo”; “le famiglie spezzate dal tradimento, dalle seduzioni del maligno o dall’omicida leggerezza dell’egoismo”.
La riflessione sui cristiani e sulla Chiesa: “i consacrati che cercano instancabilmente di portare la luce di Dio nel mondo e si sentono rifiutati, derisi e umiliati”; “i consacrati che strada facendo hanno dimenticato il loro primo amore”; “gli emarginati e gli scartati perfino dai loro familiari e dai loro coetanei”. Quindi, “le nostre debolezze, le nostre ipocrisie, i nostri tradimenti, i nostri peccati e le nostre numerose promesse infrante”. Poi la “Chiesa che si sente assalita continuamente dall’interno e dall’esterno” e che “fatica a portare l’amore di Dio perfino tra gli stessi battezzati”. “La nostra casa comune che appassisce seriamente sotto i nostri occhi egoistici e accecati dall’avidità e dal potere”. Nella preghiera finale il Papa chiede a Cristo di “ravvivare in noi la speranza della resurrezione e della definitiva vittoria contro ogni male e ogni morte”.