Il leader ucraino in missione tra Londra, Bruxelles e Roma per rinegoziare il piano USA dopo le critiche di Trump. Ancora stallo sul Donbass
L’Unione Europea ha fatto quadrato attorno al Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, offrendo una chiara dimostrazione di unità a fronte delle critiche di Donald Trump, che ha definito “deludente” l’approccio di Kiev ai negoziati di pace.
A Bruxelles, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il Presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, affiancati dal Segretario Generale della NATO Mark Rutte, hanno ribadito l’impegno totale: “L’obiettivo è un’Ucraina forte, sul campo di battaglia e al tavolo dei negoziati. La sovranità dell’Ucraina deve essere rispettata”.
La missione di Zelensky si è svolta in un tour de force diplomatico volto a ottenere un coordinamento europeo e a trovare un’intesa per modificare il piano americano. La giornata è iniziata a Londra, dove il leader ucraino ha incontrato i capi di governo di Regno Unito (Keir Starmer), Germania (Friedrich Merz) e Francia (Emmanuel Macron).
Macron ha ammesso che “Il problema principale è la convergenza con gli Usa”. Fonti dell’Eliseo hanno confermato che l’incontro è servito a “continuare il lavoro congiunto sul piano americano, al fine di integrarlo con i contributi europei”. I leader europei hanno promesso supporto: Starmer ha assicurato che “Non ci sono pressioni” su Kiev per accettare in toto il piano, mentre Merz ha espresso il suo “scetticismo” su alcune proposte di Washington.
La missione europea è stata preceduta da un nuovo affondo di Trump, che si è detto “un po’ deluso” dal fatto che Zelensky non avesse ancora letto la proposta di pace, ritenendo che la Russia fosse favorevole. Zelensky si è giustificato adducendo il timore di intercettazioni.
Il vero ostacolo resta il destino dei territori occupati. Una fonte ucraina ha riassunto il vicolo cieco: “Putin non vuole stipulare un accordo senza territorio… e gli americani stanno facendo pressioni” in questa direzione. Zelensky ha ribadito che l’Ucraina non ha “titoli legali o morali” per cedere territori, con il futuro status del Donbass e le garanzie di sicurezza come principali nodi irrisolti. Il leader ucraino continua a chiedere un meccanismo di mutua difesa sull’esempio dell’Articolo 5 della NATO.
Mentre l’Europa blindava Zelensky, Mosca ha fornito un’ennesima sponda politica a Trump. La portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova, ha commentato che la nuova strategia USA anti-europea permette la “ricerca di un terreno comune” che si spera abbia “l’effetto di far riflettere” il “partito della guerra” in Europa. Tuttavia, Peskov ha specificato che “non è in preparazione un nuovo vertice Trump-Putin prima del 2026”.
Il Cremlino ha alzato la pressione anche sul piano giudiziario, incriminando decine di responsabili politici e militari ucraini per presunto “genocidio” dei russofoni nel Donbass dal 2014. Significativamente, la lista non include Zelensky, quasi a voler mantenere un canale negoziale aperto.
La missione europea di Zelensky si conclude oggi a Roma, dove il Presidente ucraino incontrerà il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e, in mattinata, sarà ricevuto in udienza da Papa Francesco per un colloquio sul processo di pace. Al termine, Zelensky si è detto pronto a volare negli Stati Uniti “se Trump vorrà”.
Intanto, a Bruxelles, la Von der Leyen ha rilanciato con forza la proposta di utilizzare gli asset russi congelati “per aumentare il costo della guerra per Mosca” e finanziare la ricostruzione di Kiev.