A settembre 2016 l’Italia esce dalla deflazione con un aumento dei prezzi al consumo dello 0,1% rispetto a settembre 2015. Su base mensile, invece, c’e’ una diminuzione dello 0,2%. Lo comunica l’Istat nei dati provvisori, osservando che si tratta del primo aumento ‘dopo sette mesi consecutivi di diminuzioni tendenziali’. Frenano invece i prezzi del ‘carrello della spesa’, a -0,1% mensile ed invariati sul 2015, dopo il +0,6% di agosto. Il tasso di disoccupazione resta invariato ad agosto all’11,4%, ma in calo dello 0,4% per i giovani fra 15 e 24 anni, al 38,8%. ‘Dinamiche positive’ si registrano anche per il lavoro femminile e l’occupazione degli over-50. Esulta Poletti: ‘Dall’insediamento del governo +589mila occupati’.
Torna a salire, almeno su base annua, l’inflazione a settembre. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivita’, al lordo dei tabacchi, ha registrato una diminuzione dello 0,2% su base mensile e un aumento dello 0,1% rispetto a settembre 2015 (era -0,1% ad agosto). Si tratta del primo dato positivo, “seppur di poco”, dopo sette dimunuzioni tendenziali, segnala l’Istat. Questa inversione di tendenza, spiega l’istituto di stastica, e’ dovuta principalmente al marcato ridimensionamento della flessione dei prezzi dei Beni energetici sia non regolamentati (-2,7%, da -7,0% di agosto) sia regolamentati (-4,1%, da -5,9%) e, in misura minore, alla ripresa della crescita tendenziale dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,1%; la variazione era nulla il mese precedente).Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l'”inflazione di fondo” sale a +0,5% (da +0,4% di agosto); al netto dei soli beni energetici si attesta a +0,5% registrando, rispetto al mese precedente (+0,6%), un rallentamento di lieve entita’. L’inflazione acquisita per il 2016 risulta pari a -0,1% (era nulla il mese precedente).
Rispetto a settembre 2015, i prezzi dei beni fanno registrare una flessione pari a -0,2% (era -0,5% ad agosto), mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi scende a +0,4% (da +0,5% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto ad agosto 2016, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si riduce di quattro decimi di punto percentuale. La diminuzione su base mensile dell’indice generale dei prezzi al consumo e’ principalmente ascrivibile ai cali congiunturali, in larga parte dovuti a fattori stagionali, dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-3,0%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,9%). I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,1% su base mensile e registrano una variazione nulla su base annua (da +0,6% di agosto). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,2% in termini tendenziali (era +0,1% ad agosto). Secondo le stime preliminari, l’indice dei prezzi al consumo armonizzato aumenta dell’1,9% su base mensile e dello 0,1% su base annua, con un’inversione di tendenza dal -0,1% di agosto.