DATI OCSE, MA CRESCONO I PROBLEMI LEGATI ALL’INVECCHIAMENTO
L’Italia e’ al ‘quarto posto’ dei Paesi Ocse per aspettativa di vita, con 82,6 anni nel 2015: e’ quanto afferma l’organismo internazionale per lo sviluppo e la cooperazione economica nel rapporto Panorama della Salute 2017. Per l’Ocse, questo solleva diverse sfide legate all’invecchiamento. Ad esempio, precisa, l’Italia ha il ‘secondo piu’ alto tasso di demenza’ tra i Paesi presi in esame, al 2,3% della popolazione nel 2017 e dovrebbe raggiungere il 3,4% entro il 2037.
L’Italia si conferma tra i leader nel mondo per aspettativa di vita alla nascita. Il nostro Paese si posiziona al quarto posto nella classifica della longevità dopo Giappone, Spagna e Svizzera, con una aspettativa media di 82,6 anni di vita nel 2015 contro una media Ocse di 80,6 anni. Lo certifica il rapporto Ocse ‘Health at a Glance 2017’. Lo studio rileva un aumento di oltre 10 anni dal 1970. Lo studio lancia però un allarme sull’aumento delle malattie dovute all’invecchiamento e sottolinea che “i Paesi con i più alti tassi di prevalenza di demenza senile sono quelli con aspettative di vita più lunghe, come il Giappone e l’Italia”.
Una salute tutto sommato buona che rischia di peggiorare nel tempo. Il check-up a suon di statistiche che l’Ocse fa agli italiani apre la porta a diverse inquietudini. Secondo il rapporto ‘Health at a Glance’, che prende in esame tutti i 35 Paesi industrializzati, l’elevata attesa di vita che contraddistingue la Penisola potrebbe essere messa a repentaglio dalle cattive abitudini degli – attuali – adolescenti, accaniti fumatori, avversi all’attivita’ fisica e alla salubre dieta mediterranea dei genitori, che tutto sommato si mantengono in egregia forma. Il mix con l’invecchiamento della popolazione, destinato ad accentuarsi, richiedera’ – sottolinea il rapporto – un ri-orientamento dei servizi sanitari nel senso della prevenzione e delle cure assistenziali sul territorio che ora “sono sottosviluppate rispetto agli altri Paesi Ocse”. Gli adolescenti italiani sono quelli che fumano di piu’ in tutta l’area industrializzata: sono il 21% a non poter fare a meno della sigaretta, 10 punti oltre la media. Sono, invece, penultimi per il tasso di attivita’ fisica, praticata solo dall’8% (e tra le ragazze e’ ancora piu’ basso) contro il 14% Ocse e il 22% dei super-atletici coetanei canadesi. Insomma, e’ il ritratto degli ‘sdraiati’, consacrati anche dalla letteratura. Non sorprende, quindi, che il tasso di sovrappeso e obesita’ tra gli adolescenti in Italia sia elevato: l’Ocse lo stima al 15,5%, aggiungendo che secondo fonti nazionali e’ ancora piu’ alto. Tra gli adulti, invece, il tasso di obesita’ e’ del 9,8% contro il 19% Ocse (e l’inquietante 33% che accomuna Usa e Messico), l’abitudine alla sigaretta e’ addirittura inferiore (20%) e il consumo di alcol relativamente contenuto (7,7 litri l’anno contro i 9 Ocse). Soprattutto, sono le sane abitudini alla base dell’alimentazione degli adulti italiani (il 76% mangia quotidianamente frutta e il 61% verdura) ad essere scarsamente praticate dai loro figli, visto che solo un adolescente su tre mangia frutta o verdura ogni giorno). L’insalubre stile di vita dei ragazzi italiani li predispone quindi a un peggioramento della salute con l’andare degli anni. Una prospettiva che diventa ancora piu’ preoccupante se inserita nell’orizzonte di invecchiamento della popolazione. Attualmente in Italia l’attesa di vita alla nascita e’ di 80 anni per gli uomini e di quasi 85 per le donne. La Penisola e’ gia’ il Paese europeo con il maggior numero di ultra-65enni (il 22%), con un’attesa di vita di circa 20 anni, ma solo 7,7 anni saranno in buona salute contro i 9,4 della media Ocse. Nel 2050, inoltre, gli over-65 in Italia saranno quasi il 35% e gli over-80 saliranno dal 6,5% a quasi il 15% della popolazione. Un trend che aumentera’ la necessita’ dei servizi di assistenza a lungo termine. Tra l’altro, gia’ ora, solo il 29% degli ultra-65 italiani dice di essere in buona salute contro il 44% medio Ocse e lo strabiliante 85% dei neo-zelandesi. Il 38% lamenta una qualche limitazione nelle attivita’ quotidiane, uno dei dati piu’ alti dell’Ocse. La demenza che ora affligge 22 persone su 1.000 in Italia, nel 2037 dovrebbe colpirne 34 (media Ocse 23). Solo il Giappone ha un’incidenza peggiore.
Il sistema sanitario in Italia offre una “copertura universale” e i costi sono generalmente “bassi” rispetto ad altri Paesi Ocse: e’ quanto afferma l’organismo per la cooperazione e lo sviluppo economico nel Panorama Salute 2017. Secondo l’Ocse, un numero “relativamente basso di italiani ha rinunciato ad una consultazione medica a causa del costo” (4,8%), mentre “i tempi di attesa per la chirurgia della cataratta sono piu’ brevi rispetto alla maggior parte degli altri paesi equivalenti dell’Ocse”. Quanto all’assistenza sanitaria di base e’ “generalmente di alta qualita’”. L’Italia realizza buoni risultati anche in termini di sopravvivenza al cancro e agli attacchi cardiaci acuti. La spesa sanitaria e’ pari a 3391 dollari a persona, leggermente inferiore alla media Ocse. Mentre il taglio del numero di posti letto negli ospedali e’ in “coerenza con una tendenza generale nell’insieme dei paesiOcse”. Male, invece, il rapporto nel numero medici-infermieri: 1,4 infermieri per medico.