Trump ha licenziato Sally Yates, ministro della Giustizia reggente, che aveva ordinato al Dipartimento di non difendere in tribunale il decreto del presidente sull’immigrazione. Al suo posto nominato Dana Boente, procuratore del distretto orientale della Virginia. La stretta di Trump sugli immigrati sta provocando indignazione generale in tutto il mondo. Le Nazioni Unite stigmatizzano il bando come ”illegale e meschino”, la cancelliera tedesca Angela Merkel giudica il provvedimento ”non giustificato” dalla lotta al terrore. Anche Barack Obama si dice ”rincuorato dalla risposta del Paese” di fronte a quella che considera una discriminazione religiosa. Trump risponde parlando di ”grandi giornate per la sicurezza nazionale”. Intanto anche Wall Street frena, soprattutto per il peso dei titoli delle compagnie aeree: American Airlines e’ arrivata a perdere il 6,41%, United Continental il 5,78%, Delta il 3,86%.
Dura presa di posizione dell’Onu sulle ultime decisioni del presidente Usa. ‘Il bando verso i cittadini di 7 Paesi islamici imposto da Donald Trump e’ illegale e meschino’.
L’ex presidente Barack Obama torna a far sentire la sua voce. In un comunicato rimbalzato sui media Usa,Obama si dice “rincuorato” dalla risposta del Paese. “I cittadini che esercitano il loro diritto costituzionale di riunirsi in assemblee e di far sentire la loro voce tramite i funzionari eletti, e’ proprio quello che ci si aspetta quando i valori americani sono a rischio”, si legge nella nota. Le gente e’ scesa in piazza in tutto il Paese per protestate contro la decisione del presidente Donald Trump di mettere al bando gli ingressi in Usa di cittadini provenienti da 7 Paesi a maggioranza musulmana.
Le associazioni musulmane in America hanno annunciato una causa federale contro il bando sui musulmani. Starbucks si ribella: nei prossimi 5 anni assumera’ diecimila rifugiati. Decine di diplomatici e funzionari del Dipartimento di Stato pronti a firmare un ‘memorandum di dissenso’. Nobel e ricercatori contro il bando. In Gran Bretagna ha superato il milione di firme la petizione che chiede di annullare la visita di Stato di Trump.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha licenziato la ministra della Giustizia Sally Yates, dopo che questa ha ordinato al dipartimento di Giustizia di non difendere l’ordine esecutivo che impedisce l’ingresso a rifugiati e cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana e che ha scatenato proteste a livello nazionale e critiche da tutto il mondo. “La signora Yates è stata designata dall’amministrazione Obama, debole in materia di frontiere e molto debole in materia di immigrazione illegale”, si legge in un comunicato della Casa Bianca.
Secondo quanto riferito dai media locali, Trump ha nominato Dana Boente, procuratore per il Distretto Orientale della Virginia, per sostituire Yates fino a quando il suo candidato, il senatore Jeff Sessions, non sarà confermato dal Senato. “Finché sarò ministra della Giustizia, il dipartimento non difenderà l’ordine esecutivo”, ha dichiarato Yates in una lettera in una lettera inviata al dipartimento.
“La mia responsabilità è quella di assicurare che la posizione del dipartimento di Giustizia non sia solo legalmente difendibile, ma porti avanti la miglior visione della legge dopo aver esaminato tutti gli aspetti”, ha detto Yates. “Allo stato attuale, non sono convinta che la difesa del provvedimento sia in linea con queste responsabilità, né sono convinta che l’ordine esecutivo sia lecito”, ha aggiunto.
L’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, afferma che “i Valori statunitensi sono in pericolo”, ma al tempo stesso si dice “incoraggiato” dall’impegno sociale scattato nel Paese contro le restrizioni all’immigrazione adottate dall’attuale presidente Donald Trump. “I cittadini che esercitano il loro diritto costituzionale di riunione, organizzazione e che fanno in modo che le loro voci vengano ascoltate dai funzionari eletti sono esattamente quello che speriamo di vedere quando i Valoristatunitensi sono in pericolo”, afferma il portavoce di Barack Obama, Kevin Lewis. Si tratta della prima dichiarazione di Obama da quando lo scorso 20 gennaio ha lasciato la Casa Bianca e Donald Trump ha assunto la presidenza del Paese.
Durissima denuncia dell’Onu sulle ultime decisioni del presidente Usa. ‘Il bando verso i cittadini di 7 Paesi islamici imposto da Donald Trump e’ illegale e meschino’. Il presidente, a poco piu’ di una settimana dal suo insediamento, guadagna un nuovo record: il 51 per cento della disapprovazione dei cittadini sul suo operato. I media riferiscono poi che decine di diplomatici e funzionari del Dipartimento di Stato Usa sono pronti a firmare un ‘memorandum di dissenso’, in disaccordo e preoccupati dalla decisione di proibire per 90 giorni l’ingresso a cittadini di paesi a maggioranza islamica, tra cui la Siria. In Gran Bretagna ha superato il milione di firme la petizione che chiede di annullare la visita di Stato di Trump. Starbucks ha reso noto che nei prossimi 5 anni assumera’ diecimila rifugiati. L’Ue ha ribadito che ‘l’Unione non discrimina’.
Lo stop all’ingresso in Usa dei cittadini di sette Paesi a maggioranza islamica, deciso dal presidente Donald Trump, è “illegale” e “malvagio”, nonché un spreco di risorse nella lotta contro il terrorismo. Lo ha detto l’Alto commissario dell’Onuper i diritti umani Zeid Ra’ad Al Husein.
“La discriminazione basata sulla nazionalità è proibita dal diritto umanitario”, ha commentato Zeid con un messaggio su Twitter. Sulla questione sono intervenuti anche l’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) e l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim), che hanno chiesto agli Usa di mantenere la loro “lunga tradizione” di protezione di chi fugge dai conflitti. Secondo fonti delle Nazioni unite, da ottobre scorso le autorità Usa hanno ammesso 25.600 rifugiati. Nell’anno precedente (da ottobre 2015 a settembre 2016) gli Usa hanno accolto quasi 85mila rifugiati.
La Casa Bianca lancia un ultimatum agli oltre 100 diplomatici statunitensi che hanno criticato il divieto temporaneo di ingresso negli Stati Uniti adottato dal presidente Usa Donald Trump per i cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana, chiedendo loro di abbandonare l’incarico se non sono disposti ad accettare il provvedimento. “Dovrebbero adattarsi al provvedimento o andarsene”, ha detto il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, durante la conferenza stampa quotidiana. Il riferimento è a un messaggio circolato fra i diplomatici Usa di tutto il mondo, che secondo alcuni media ha raccolto più di 100 firme ed è poi stato fatto circolare al dipartimento di Stato tramite il cosiddetto ‘canale del dissenso’, cioè il canale interno attraverso il quale le opinioni di dissenso vengono recapitate al segretario di Stato e ad altri alti ufficiali del dipartimento. Si tratta di un canale che è attivo dalla guerra del Vietnam, in modo che gli impiegati possano esprimere eventuali proprie posizioni difformi rispetto alle alte sfere della diplomazia statunitense senza timore di ritorsioni, e i documenti archiviati in questo tipo di canale devono ricevere una risposta ufficiale entro un arco di tempo compreso fra 30 e 60 giorni.
Il Primo ministro britannico Theresa May non ha neanche preso in considerazione l’ipotesi di di annullare la visita di Stato di DonaldTrump, nonostante la petizione firmata da un milione di britannici che chiede il ritiro dell’invito dopo il controverso decreto anti-immigrazione del presidente americano. Già sotto pressione per i suoi stretti rapporti con Trump, May deve fare i conti anche con una parte del suo stesso partito conservatore che si oppone a questa visita che vedrebbe Trump ricevere gli onori del Parlamento e della regina Elisabetta II. Downing Street ha ribadito che la premier, pur non essendo d’accordo con il bando di Trump ai rifugiati e ai cittadini di sette Paesi musulmani, rifiuta categoricamente l’idea di cancellare la visita. “Il Primo ministro ha esteso un invito a Trump da parte della regina ed è stata molto contenta di averlo fatto. Gli Stati Uniti sono uno dei nostri più fedeli alleati e non vediamo l’ora di ospitare il presidente”, ha chiarito secco un portavoce della premier. May ha annunciato la visita di Stato di Trump durante l’incontro con il presidente Usa di venerdì alla Casa Bianca nel corso del quale i due leader hanno sottolineato le “speciali relazioni” fra i due Paesi e concordato un rafforzamento dei rapporti commerciali dopo il divorzio di Londra dall’Ue.