L’Unione Europea affila le armi commerciali in vista del 1° agosto, data limite per un’intesa con gli Stati Uniti sui dazi. Bruxelles ha messo a punto un secondo pacchetto di contro-tariffe del valore di 72 miliardi di euro che, sommato al primo round da 21,5 miliardi (attualmente congelato), porterebbe la risposta europea a colpire beni “Made in USA” per un totale di oltre 90 miliardi di euro.
L’annuncio è stato dato dal Commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, al termine della riunione dei ministri degli Esteri e del Commercio dell’UE. “La Commissione sta condividendo con gli Stati membri la proposta per il secondo elenco di beni”, ha dichiarato Sefcovic, sottolineando che “ogni strumento rimane sul tavolo”, lasciando intendere la possibilità di ulteriori misure.
La mossa di Bruxelles arriva come chiara risposta alla minaccia del presidente statunitense Donald Trump di imporre dazi del 30% su un’ampia gamma di beni europei a partire dal 1° agosto 2025. Nonostante l’apertura ai colloqui con l’Europa, Trump continua a insistere che “gli USA sono stati derubati da amici e nemici per decenni”.
L’introduzione delle tariffe europee è momentaneamente posticipata per consentire il proseguimento delle trattative con Washington. Tuttavia, il messaggio dell’UE è inequivocabile: l’Europa è pronta a difendere con fermezza i propri interessi economici qualora gli Stati Uniti procedano con le misure protezionistiche.
Nel frattempo, sul fronte economico, la Cina ha registrato una crescita del 5,2% nel secondo trimestre, con la produzione industriale in aumento del 6,8% e le vendite al dettaglio del 4,8%.
Il governatore del Veneto, Luca Zaia, in una intervista a “Repubblica” dice di sperare che “non solo il nostro paese ma anche l’Europa esca dalle gabbie ideologiche. Il presidente degli Stati Uniti lo eleggono gli americani, non noi, e questo e’ quello che passa il convento, Trump ce lo dobbiamo tenere ancora per tre anni e mezzo. Se non vogliamo un Vietnam commerciale – aggiunge – bisogna partire da qui”. Quanto a quello che dovrebbero fare i negoziatori europei Zaia osserva: “Quella lettera a von der Leyen e’ dura, ma in fondo, da businessman quale e’, Trump ci invita a un accordo. L’Europa adesso dimostri di essere Europa, in questi pochi mesi dei passi avanti li sta gia’ facendo”. L’Ue ha davanti due strade. Puo’ dare retta a Macron, che invita a non piegarsi, o abbassare la testa: “Credo che in questa fase il pragmatismo sia d’obbligo. E’ chiaro che i Dazi per noi sono una catastrofe. Io in Veneto ho circa 7 miliardi e 600 milioni di export sugli Usa, il 10 per cento dell’export nazionale. E la mia bilancia e’ in attivo di sei miliardi. Noi non ci possiamo permettere di rinunciare a questo”.