‘Senza il Movimento 5 Stelle in questo paese la rabbia dei cittadini sarebbe finita altrove. Noi siamo riusciti a incanalare questa rabbia legittima e sacrosanta in un percorso di partecipazione e impegno”. Lo ha detto Alessandro Di Battista in collegamento con Omnibus su La7. L’esponente del M5s ha parlato anche di migranti sostenendo la necessita’ di una legge, mentre ‘quello di Minniti e’ un codice, e non tutti lo hanno firmato’. Sui recenti attacchi informatici alla piattaforma Rousseau, ha sottolineato che ‘l’allarme sulla cybersecurity lo lancia da anni il M5S e chiediamo fondi per prevenire i cyberattacchi. Ma non per noi. Per le tante aziende, che hanno anche brevetti, che possono essere attaccate’.
“La differenza tra il codice Minniti e la nostra posizione e’ che noi abbiamo una proposta di legge: quello di Minniti e’ un codice, e non tutti lo hanno firmato”, mentre sulla questione dei migranti “serve una legge dello Stato” cui tutti devono rispondere. Lo ha detto Alessandro Di Battista in collegamento dalla Sicilia con Omnibus su La7. “Sull’immigrazione – ha aggiunto – si ragione in modo ideologico e non si trova la soluzione. Dicono ‘aiutiamoli a casa loro’ e poi tagliano le risorse alla cooperazione internazionale”. L’esponente del MoVimento 5 Stelle ribadisce poi che bisogna aiutare chi ne ha diritto e rimpatriare chi non ne ha oltre poi a “fare chiarezza sulle cooperative perche’ c’e’ chi lucra sulla pelle degli immigrati. La polizia sulle navi? Chi si comporta bene non ha nulla da temere”, ha concluso Di Battista.
Noi siamo piazza su piazza, parliamo Di temi e costruiamo sovranita’. Io credo che senza il Movimento 5 Stelle – attaccato per la sua democrazia – in questo paese la rabbia sacrosanta dei cittadini sarebbe finita altrove. Noi siamo riusciti a incanalare questa rabbia legittima e sacrosanta in un percorso di partecipazione e impegno”, ha detto Alessandro Di Battista.
Il problema della sicurezza della piattaforma Rousseau “esiste eccome. Ma non solo sul movimento perche’ come sapete e’ stata attaccata la Nasa, forse la Cia, alcune multinazionali enormi che non hanno pochi fondi come il M5S…”, ha detto il deputato grillino, escludendo pero’ di avere preoccupazioni su eventuali manipolazioni della democrazia partecipata: “ma avete notizie che e’ stata manipolata una votazione?”, chiede al conduttore. “No, non ne avete e quindi date le notizie vere! L’allarme sulla cybersecurity – ha ricordato – lo lancia da anni il M5S e chiediamo fondi per prevenire i cyberattacchi. Ma non per noi. Per le tante aziende, che hanno anche brevetti, che possono essere attaccate”.
“Io della questione candidature ne voglio parlare il 24 settembre e dei ministri ne parlera’ chi sara’ il candidato. Il mio impegno nei prossimi due mesi sara’ per la Sicilia: vinciamo il 5 novembre qui poi andiamo a governare il paese”. Lo ha detto il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, indicato ieri sera in diretta tv dal collega di partito, Alessandro Di Battista, come il preferito in vista delle primarie M5S. Collegato dalla Sicilia per Omnibus su La7, Di Maio non ha voluto rispondere nemmeno sulla possibile indicazione del magistrato Di Matteo come futuro ministro di un governo pentastellato: “L’ho sempre stimato, ma se vogliamo parlare di ministri nel parliamo dopo il 24 settembre”, ha ribadito.