EX NUMERO 2 SISDE, E’ ASSOLUZIONE DOPO 25 ANNI DI SOFFERENZA
La Corte di Cassazione ha revocato la condanna a 10 anni inflitta a Bruno Contrada, accusato di concorso in associazione mafiosa. “Dopo 25 anni di sofferenza sapendo di essere innocente – ha detto ll’ex n. 2 del Sisde – arriva finalmente l’assoluzione, dall’Italia e dall’Europa”. La Corte ha accolto il ricorso del legale di Contrada.
La Corte di Cassazione ha revocato la condanna a 10 anni nei confronti dell’ex n. 2 del Sisde Bruno Contrada, accusato di concorso in associazione mafiosa. I giudici hanno dichiarato “ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna”. La Cassazione ha accolto il ricorso del legale di Contrada, Stefano Giordano, che aveva impugnato il provvedimento con cui la Corte d’appello di Palermo aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di incidente di esecuzione.
“Dopo 25 anni di sofferenza, mezzo secolo di dolore sapendo di essere innocente e di avere servito con onore lo Stato, le Istituzioni e la Patria arriva finalmente l’assoluzione, dall’Italia e dall’Europa”. Cosi’ Bruno Contrada commenta la sentenza di revoca della sua condanna a 10 anni inflitta all’ex funzionario di polizia, accusato di concorso in associazione mafiosa. La condanna e’ stata interamente scontata dall’ex n.2 del Sisde. “Ho sofferto molto e molto piu’ di me – aggiunge – ha sofferto la mia famiglia. Il mio pensiero va a tutti loro, che mi sono sempre stati sempre vicini. Il mio onore? Non l’ho perduto mai, ho sempre camminato a testa alta perche’ ho sempre e solo fatto il mio dovere”.
“Finalmente giustizia e’ fatta. La corte di Cassazione, in maniera coraggiosa e libera, ha dato esecuzione alla sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo eliminando ogni macchia nei confronti di un grande servitore dello Stato”. Cosi’ l’avvocato Stefano Giordano, legale di Bruno Contrada, ha commentato la decisione della Cassazione che, accogliendo in suo ricorso, ha revocato la condanna a 10 anni per concorso in associazione mafiosa, inflitta a Palermo all’ex numero due del Sisde. La Cassazione, con un provvedimento ora definitivo e non piu’ impugnabile, ha dichiarato “ineseguibile e improduttiva di effetti” la sentenza di condanna interamente scontata dall’imputato. Non sono ancora note le motivazioni della decisione della Suprema Corte che verranno depositate nei prossimi mesi.