CON LEI ERANO 4 I RICOVERATI. INCHIESTA PER OMICIDIO COLPOSO
Il parassita che ha causato la malaria alla piccola Sofia e’ lo stesso che aveva fatto ammalare le due bambine di ritorno dal Burkina Faso che erano in pediatria a Trento negli stessi giorni della piccola. Un’eventualita’ che confermerebbe che il contagio e’ avvenuto in ospedale. Oltre alle bimbe africane in pediatria, all’ospedale di Trento c’erano anche la loro mamma e un fratello piu’ grande, adolescente, ricoverati nel reparto degli adulti. Tutti sono guariti e sono ormai stati dimessi. Sulla vicenda la Procura di Trento ha aperto d’ufficio un’inchiesta contro ignoti per omicidio colposo. Si punta ad accertare se siano stati seguiti i protocolli prescritti.
Nunzia Di Palma, direttrice dell’unita’ operativa di pediatria dell’ospedale di Trento, ha spiegato che il parassita che ha provocato la malaria alla piccola di 4 anni morta a Brescia, dopo essere stata ricoverata a Trento,è lo stesso che aveva riscontrato nei due bambini accolti sempre dal reparto di pediatria e che erano di ritorno dal Burkina Faso.
Oltre ai due bambini africani in pediatria, all’ospedale di Trento c’erano anche la mamma e un fratello piu’ grande, adolescente, ricoverati invece nel reparto degli adulti. Entrambi, come i bimbi piu’ piccoli, che erano due femmine di 4 e 11 anni, sono guariti e sono ormai stati dimessi. A parlarne e’ Nunzia Di Palma, direttrice dell’unita’ operativa di pediatria dell’ospedale di Trento, dove era stata ricoverata la bimba di 4 anni morta poi lunedi’ a Brescia.
E’ polemica, sui social network e non solo, sui titoli di apertura di Libero e de Il Tempo dedicati alla bambina morta di Malaria nell’ospedale di Trento. Nel numero in edicola oggi, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri e Pietro Senaldi titola: “Dopo la miseria portano malattie” e il catenaccio dello stesso titolo “Immigrati affetti da morbi letali diffondono infezioni…”. Allo stesso modo il quotidiano romano in edicola oggi titola: “Ecco la Malaria degli immigrati”. Le associazioni Articolo 21, A mano disarmata, Progetto diritti, la Rete Nobavaglio e Amnesty International Italia hanno dato mandato ai loro legali di studiare la possibile presentazione di un esposto-denuncia alla magistratura contro i due quotidiani per violazione della legge 25 giugno 1993, n. 205 che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali; nonche’ per violazione dell’articolo 658 del Codice Penale (procurato allarme). “Titoli e sommari – spiegano le associazioni – prendono spunto da un’ipotesi tutt’altro che dimostrata e che invece viene data per certa e non trovano riscontro in notizie accertate, ne’ per altro si possono configurare come “opinioni” affermando la fattualita’ di accadimenti mai avvenuti. Come cittadine e cittadini prima ancora che come professionisti dell’informazione, siamo per la liberta’ di espressione tutelata dall’articolo 21 della nostra Costituzione, ma siamo anche per il rispetto delle leggi e soprattutto siamo a favore di una libera informazione che tuteli il bene primario della democrazia: la verita’. Chiediamo a cittadini, associazioni e forze politiche di unirsi a noi in questa battaglia di civilta’”. Sono tante le voci di protesta anche su Facebook, che accusano le testate di razzismo e contestano le tesi sulla trasmissione del morbo da loro sostenute. “Sono contro le censure e le denunce, la mia liberta’ e’ la loro – scrive ad esempio il direttore del TgLa7 Enrico Mentana -, ma i titoli di stamattina di Libero e del Tempo sono lontanissimi dalla verita’, e incitano i lettori a brutti pensieri”.
“Libero non l’ho letto. Ma, in generale, e’ innegabile che un certo tipo di malattie e’ legato al fenomeno migratorio. Non lo dice la Lega ma la giunta di Trento, e su questo c’e’ da riflettere”. Cosi’ il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, interviene sulla vicenda della bimba uccisa dalla Malaria. “E’ evidente che il sistema sanitario del centrafrica sia meno efficiente del nostro”. Quindi, tornando al controverso titolo di ‘Libero’, Salvini aggiunge: “Non so se portano miseria, certamente portano problemi sociali”.
I titoli di prima pagine di Libero e de Il Tempo sulla tragica morte per Malaria della bimba trentina rievocano certa “caccia all’untore” di manzoniana memoria e non fanno certo onore alla nostra professione di giornalisti. Il ricorso a titoli sensazionalistici e privi di riscontri oggettivi nei confronti di persone straniere, oltre a minare la credibilità dell’informazione, viola il testo unico dei doveri del giornalisti, in particolare in materia di diffusione di notizie sanitarie, ingenerando nell’opinione pubblica timori infondati.Le generalizzazioni finalizzate ad incitare sentimenti di odio e di risentimento per motivi razziali contrastano, al di là dell’etica e delle regole professionali, con la missione primaria del giornalismo che deve saper costruire la fiducia dei lettori rispettando sempre la verità sostanziale dei fatti e la tutela delle personalità altrui.La libertà di espressione ed il rispetto dell’art. 21 della Costituzione non possono essere invocati per far passare messaggi di odio indiscriminato in una supposta interpretazione dei sentimenti dell’opinione pubblica che invece deve poter ricevere un’ informazione corretta e scevra da suggestioni infondate.