In casa M5s, incontro fra Di Maio e Casaleggio. Il Foglio online rivela che ‘il programma elettorale sul sito del movimento e’ completamente diverso da quello che c’era a febbraio’. Dal Pd tre proposte di Martina su poverta’, famiglie e lavoro. M5s: sono utili.
Non e’ un’apertura ai 5 Stelle quella arrivata da Maurizio Martina, ma una triade di proposte da presentare al Parlamento. Sono passate meno di due ore dalla pubblicazione del post sui profili social del segretario reggente e fonti parlamentari a lui vicine si affrettano a sottolineare che non c’e’ alcuna apertura. Dal Movimento 5 Stelle, spiegano, il pacchetto di provvedimenti vengono letti in maniera sbagliata, “forse strumentale”. Poco dopo Paolo Gentiloni e’ in Aula a riferire sulla Siria. La relazione e’ accolta dal M5s con una “sobrieta’” che lascia a bocca aperta i deputati dem. “E’ una nuova esca, ma ci conferma in quello che sapevamo gia’: come cambiano atteggiamento ora, potrebbero farlo anche successivamente”, e’ la lettura di Ettore Rosato. Poco dopo, per chiarire l’equivoco, e’ ancora Martina a intervenire con una nota: “Le prime tre proposte Pd presentate oggi sono per gli italiani, non per questo o quel partito. Noi andiamo oltre i tatticismi degli altri”. Uno stop ad ogni interpretazione che vada oltre lo scritto. Ma non passa un quarto d’ora che i capigruppo del M5s, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, plaudono l’iniziativa di Martina definendola “utile ai fini del lavoro che sta svolgendo il comitato scientifico per l’analisi dei programmi presieduto dal professor Giacinto Della Cananea”.
Un dialogo tra sordi, tanto che il segretario Martina, all’ennesima domanda dei giornalisti, ironizza sull’apprezzamento ricevuto: “Sarebbe bastato leggere il programma del Pd…”. E infatti, non di proposte nuove si tratta, ma di un estratto dei dieci punti qualificanti sui quali il Partito Democratico vuole costruire la sua azione durante la nuova legislatura. Ma tant’e’, qualunque cosa arrivi dal Nazareno in questo momento e’ analizzato, destrutturato dai pentastellati alla ricerca di un segno della nuova apertura dei dem per far partire il governo. Apertura che, promettono alti esponenti Pd, non arrivera’ finche’ il tentativo di Luigi Di Maio e Matteo Salvini non sara’ dichiarato fallito, dai fatti o dal Quirinale. Non tutti sono sicuri che questo accada. Anzi, fra i renziani circola ancora il sospetto che un accordo tra i due sia gia’ pronto e definito fin dalla “spartizione” degli incarichi negli uffici di presidenza delle Camere.