Ancora tutto fermo nella partita relativa al governo, in attesa della decisione di Mattarella per superare lo stallo. Si fa strada l’ipotesi di un mandato esplorativo e Salvini apre alla Casellati, presidente del Senato. Quanto ad una ‘figura terza’ come premier, dice, ‘se fosse qualcuno in gamba che sottoscrive un programma che condivido, perche’ no? A differenza di Di Maio non dico o governo io o non si fa niente’.
Ancora poche ore e Sergio Mattarella annuncera’ la sua decisione per cercare di uscire dall’impasse in cui e’ precipitata la politica italiana dopo le elezioni del 4 marzo. Dopo un ultimo giro di sondaggi informali tra tutti i partiti l’ipotesi che sale e’ quella di un mandato alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che finora ha raccolto i maggiori consensi da parte delle principali forze politiche, ma mentre dal Quirinale non trapelano notizie, nessuno esclude sorprese. La presidente “mi sembra possa fare un buon lavoro” ha detto Matteo Salvini, che invece si era mostrato restio ad accettare un preincarico in prima persona ed aveva anzi aperto anche all’idea di una figura “terza”. Forza Italia ovviamente vede di buon occhio un mandato esplorativo ad una sua esponente di spicco. Ed una apertura di fatto viene anche dal M5s: sarebbe “figura di garanzia e imparzialita’” ha detto Paola Taverna. Mentre un eventuale incarico a Roberto Fico non sarebbe ben visto dagli stessi Pentastellati. La scelta della presidente di Palazzo Madama, per i partiti, avrebbe il pregio di concedere altro tempo al confronto, magari una volta superato lo scoglio delle elezioni in Molise. Tempo tanto piu’ utile visto che alcuni spiragli di cambiamento nelle posizioni sclerotizzate dei giorni scorsi si stanno aprendo. Il principale passo e’ stato compiuto dal Pd, il cui segretario reggente ha lanciato nel dibattito politico tre temi chiave per i dem: allargamento del reddito di inclusione, assegno universale per famiglie con figli e salario minimo legale. Nessuna apertura a questo o quel partito, ma di certo e’ un passo verso lo ‘scongelamento’ dei dem almeno a livello parlamentare.
“Un forno caldissimo, bollente”. Chi e’ vicino a Luigi Di Maio fa intendere, con queste parole, che non e’ ancora il momento di chiudere il Doppio binario con Lega e Pd per un dialogo sui programmi. Nonostante le ultime ore siano caratterizzate da un sempre piu’ cristallizzato stallo, per usare un termine ormai sempre piu’ in voga, soprattutto con la Lega di Matteo Salvini, tra i 5 stelle si respira una certa tranquillita’. Soprattutto – cosi’ ribadiscono i vertici – perche’ c’e’ massima fiducia nel Capo dello Stato e su qualunque decisione prendera’ domani. E’ anche vero pero’, secondo quanto viene riferito da piu’ parti, che i pentastellati non si aspettano che Sergio Mattarella domani dia gia’ un preincarico a Di Maio o a Salvini dal momento che tutti sanno, presidente della Repubblica in primis, che entrambi i leader non avrebbero i numeri per formare una maggioranza. In casa M5s si vede come piu’ realistica l’ipotesi di un mandato esplorativo alla presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati; ipotesi anche ben vista dai 5 stelle perche’ concederebbe ancora altro tempo per un dialogo tra i partiti che ancora potrebbe aiutare a superare l’impasse, nonostante le oggettive difficolta’ del momento. Dai pentastellati, invece, viene considerata meno realistica la possibilita’ di un mandato esplorativo al presidente della Camera, Roberto Fico, perche’ sarebbe uno ‘sgambetto’ che nessuno dei 5 stelle si aspetta da Mattarella, apprezzato molto per la sua correttezza.
La linea M5s e’ quella del silenzio perche’ “e’ una fase delicata”, viene sottolineato piu’ volte, e c’e’ chi osserva caustico: “Noi abbiamo la coscienza a posto, quello che dovevamo dire lo abbiamo detto. Ora aspettiamo, siamo sulla riva ad aspettare che passi…”, intendendo non si sa il cadavere di chi, metaforicamente parlando. Potrebbe essere la Lega: Salvini ha ribadito il suo monito nei confronti di Di Maio e di Silvio Berlusconi, spiegando che se continueranno con i loro veti, l’unica alternativa sara’ il voto. Il leghista in ogni caso non accettera’ un incarico per andare a cercare i numeri al buio. O potrebbe essere il Pd. Oggi il segretario reggente dem, Maurizio Martina, ha sostenuto di voler lasciare “ad altri tatticismi, scontri personali e di potere” e ha rilanciato sui temi a partire da 3 punti chiave: poverta’, famiglie e lavoro. Parole che dai 5 stelle vengono lette positivamente: “Praticamente i nostri punti, basta che dicano che il loro reddito di inclusione deve essere di 780 euro…”. E poi i capigruppo M5s, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, che l’hanno definita una “iniziativa utile ai fini del lavoro che sta svolgendo il comitato scientifico per l’analisi dei programmi presieduto dal professor Giacinto Della Cananea” e che si concludera’ il 30 aprile. Quindi, ribadiscono i 5 stelle, bisogna “partire dai temi che interessano ai cittadini”. E la capogruppo alla Camera Grillo, sia in apertura che in chiusura del suo intervento in aula a Montecitorio dopo l’informativa di Paolo Gentiloni sulla Siria, ha sottolineato “che il paese ha urgente bisogno di un governo nei suoi pieni poteri e che sia espressione del voto del 4 marzo”.
Silente il capo politico M5s – anche oggi in giacca ma senza cravatta – intercettato a Montecitorio prima di andare in Molise per un comizio serale. Di Maio tornera’ gia’ stanotte in modo da svegliarsi a Roma e aspettare le comunicazioni di Mattarella; tra l’altro domani mattina alle 10 ci sara’ il Parlamento in seduta comune per l’elezione di un giudice della Corte Costituzionale e due del Csm. Nei fatti, continua il gelo tra Di Maio e Salvini. Tra i due continua a non essere previsto nessun faccia a faccia in una settimana cruciale (forse) per la nascita del governo: dopo il mancato incontro al Vinitaly – dove erano entrambi domenica scorsa senza nemmeno incrociarsi tra gli stand, evitandosi accuratamente – non c’e’ stato nemmeno oggi a Roma: Di Maio ha lavorato nel suo ufficio e poi e’ stato in aula durante l’informativa di Paolo Gentiloni sulla Siria; Salvini al Senato, nel pomeriggio, per lo stesso dibattito sulla crisi siriana. In attesa della ‘mossa istituzionale’ di Mattarella di domani, comunque, i due leader continuano ad avere un’agenda fitta di impegni considerando gli appuntamenti di rilievo di questa fase politica, come l’appuntamento elettorale di domenica prossima in Molise. Qui saranno entrambi a piu’ riprese: Di Maio questa sera ma poi tornera’ li’ venerdi’ per la chiusura con il candidato 5 stelle; Salvini andra’ giovedi’. E ancora, altra occasione mancata, entrambi saranno a Milano per partecipare al Salone del Mobile ma in tempi diversi: il leader del Carroccio sara’ li’ venerdi’, Di Maio sabato. Sempre che gli sviluppi legati alla nascita di un esecutivo non cambino drasticamente i loro piani. Il dibattito sui temi si intreccia poi con la polemica relativa al programma: ‘Il Foglio’ ha accusato i 5 stelle di avere sul sito del Movimento una versione diversa da quella che c’era a febbraio con alcuni punti modificati, rispetto a come era stato votato sul blog. Ma M5s ha smentito sostenendo che non ci sarebbe nessuna discrepanza e che tra la prima bozza e la versione definitiva ci sarebbe stato solo “un lavoro di sintesi”. In particolare sul tema caldo degli Esteri e della Nato, i 5 stelle spiegano di aver “sempre sostenuto di voler riformare la Nato restandoci dentro” anche se le parole usate tra le due versioni sono differenti. Detto questo, il programma era gia’ ‘morto’ il giorno dopo le elezioni del 4 marzo perche’ a fronte dell’assenza di una maggioranza i 5 stelle hanno subito cercato convergenze con gli altri partiti su alcuni grandi temi e pochi giorni fa Di Maio ha annunciato la nascita di un Comitato scientifico per confrontare i programmi di M5s, Pd e Lega e trovare punti in comune.