NO A UNILATERALISMO, POSSIBILI ROTTURE
‘Non possiamo pensare – nessuno puo’ farlo – di affrontare sfide epocali, problemi cosi’ imponenti senza un impegno comune. Ne’ possiamo rischiare che la delicata trama delle relazioni internazionali sia scossa da guerre commerciali innescate da pure azioni e reazioni. Lo ha detto il presidente Mattarella in una lectio magistralis all’universita’ Fudan di Shangai. Il Capo dello Stato ha detto no a ad ‘azioni unilaterali disordinate e frenetiche’ paventando il rischio che le diseguaglianze portino ‘l’ordine globale vicino al punto di rottura’ e lodando ‘il percorso di integrazione europea che ha portato pace, prosperita’ e diritti in misura e ampiezza inedite nella sua storia’.
“Condividiamo l’auspicio di imprimere maggiore incisività ai processi di governance internazionale, in modo tale da renderli adatti a governare una globalizzazione nella quale le diseguaglianze – non soltanto nella dimensione Paesi industriali-Paesi in via di sviluppo, ma anche all’interno di aree omogenee dal punto di vista politico, economico e sociale – rischiano di portare l’ordine globale vicino al punto di rottura”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sua Lectio magistralis all’università Fudan di Shanghai. “In questo senso -ha aggiunto- il multilateralismo efficace, ovvero un metodo di lavoro mediante il quale affrontare i temi della realtà internazionale passando sempre e prioritariamente attraverso un dialogo costruttivo fra le parti coinvolte, rappresenta un principio che l’Italia non ha mai mancato di sostenere concretamente. E’ questa l’impostazione che il nostro Paese sta dando alla sua Presidenza del G7 e alla presenza italiana in Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Dobbiamo lavorare intensamente, per individuare soluzioni che contrastino le tendenze all’involuzione, alla chiusura, all’unilateralismo”.
“Il nostro obiettivo -ha sottolineato il Capo dello Stato- non può che essere quello di una più corretta distribuzione del reddito prodotto, di una conseguente riduzione delle disuguaglianze, di uno stimolo della crescita dei Paesi a più debole economia, che consenta, ad esempio, di riassorbire l’altrimenti crescente e inevitabile fenomeno delle migrazioni di massa”. “Questi -ha affermato Mattarella – sono gli obiettivi che guidano l’azione dell’Italia nell’ambito dell’Unione Europea e che intendiamo riaffermare, fra poche settimane, a Roma, quando celebreremo il sessantesimo anniversario dei Trattati Istitutivi dell’Unione europea. Nella convinzione che il percorso di integrazione europea ha portato, al nostro Continente, pace, prosperità e diritti in misura e ampiezza inedite nella sua storia”.
“Cina ed Europa -ha esortato- devono sapersi cercare vicendevolmente molto più di quanto non sia già avvenuto, per rapporti economici, commerciali e finanziari sempre più intensi. Le diverse sensibilità che si riscontrano fanno parte di una dialettica inevitabile, che deve tuttavia preludere costantemente al raggiungimento di soluzioni politiche equilibrate e lungimiranti, basate sul reciproco rispetto”. “Il periodo che stiamo vivendo -ha proseguito- con le sue innegabili turbolenze, è anche un periodo di grandi opportunità, che Cina ed Europa, operando in favore della pace e della stabilità degli equilibri internazionali, ben al di là dei rispettivi confini, possono senz’altro cogliere”.