Sull’Europa e i suoi fondatori, Mattarella invita a riflettere. In primo luogo sul contesto in cui è nata dopo ‘una guerra devastante’, ‘brutali dittature e l’abisso dell’olocausto’. ‘In quel clima di tragedie, alcuni statisti lungimiranti e coraggiosi fecero una rivoluzione’. Poi, sui dazi, dice:’I mercati aperti corrispondono a due interessi vitali: la pace ei nostri interessi di esportazione. Dazi creano ostacoli ai mercati e penalizzano i prodotti di qualità. Questo per noi è inaccettabile, ma dovrebbe esserlo per tutti i Paesi del mondo. Una collaborazione su regole legali è indispensabile. La risposta non sono i dazi, ma le regole da far rispettare’, ha detto il presidente della Repubblica Mattarella al Villaggio ‘Agricoltura è’ in occasione dell’anniversario della firma dei Trattati di Roma. ‘Speriamo prevalga il buon senso. La Ue ha la forza per interloquire con calma e autorevolezza e contrastare una scelta così immotivata come i dazi’, ha aggiunto.
“Questa imitazione” dei percorsi dell’integrazione europea, “questo modello imitato nel mondo, dimostra quanto sia stato straordinariamente di successo questa esperienza che naturalmente non è perfetta, contiene errori, contraddizioni, lacune da colmare – per esempio ha bisogno di processi decisionali più veloci e tempestive – e l’Europa ha bisogno di aggiornarsi, di verificare quanto va corretto e migliorato”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prendendo la parola durante la Cerimonia di inaugurazione del Villaggio “Agricoltura è” in occasione dell’anniversario della firma dei Trattati di Roma. Rispondendo alle domande di alcuni studenti degli istituti di agraria il capo dello Stato parte dal tentativo tra il ’45 e il ’49-’50 “compiuto da statisti coraggiosi e lungimiranti, da movimenti di pensiero, di proposte che li hanno accompagnato ed è questo che ha provocato l’avvio di questo fenomeno. Per questo quindi è anche un punto di arrivo il Trattato di Roma del ’57”.

Poi aggiunge che l’Europa che l’esperienza europea “e’ un successo ma non e’ perfetta, contiene errori, contraddizioni e lacune da colmare, per esempio ha bisogno di processi decisionali più veloci: i problemi di oggi sono prevalentemente globali, considerano al clima i fenomeni migratori, che sono presenti in tutti i continenti, pensano alla salute, dopo l’esperienza della pandemia, pensano all’economia ormai mondiale e in cui vi sono soggetti che lavorano al di sopra delle dimensioni e del confine degli Stati. Tutto questo richiede risposte veloci, tempestive, perché i fenomeni sono veloci: l’Europa ha bisogno di aggiornarsi, di verificare quanto non va e quanto va invece corretto e positivo”.

Poi, sui dazi, Mattarella dice: “Bisogna essere sereni senza alimentare un eccesso di preoccupazione perché l’Ue, di cui facciamo saldamente parte, ha la dimensione, la consistenza, la forza per interloquire in maniera autorevole con calma ma con determinazione per contrastare scelte di chiusura dei mercati e di applicazione di dazi così immotivati e così generali”. E aggiunge:”La cooperazione di mercati aperti per noi corrisponde a due esigenze vitali: pace e concreti interessi di un Paese esportatore. I dazi creare rischi ai mercati, ostacoli alla libertà di commercio, alterano i mercati, penalizzano prodotti di qualità, questo per noi è una cosa inaccettabile ma dovrebbe esserlo per tutti i paesi del mondo”.
“Nel corso del tempo – continua Mattarella – l’Europa ha stipulato accordi di apertura di mercati che, da un lato, consentono scambi commerciali vantaggiosi per entrambe le parti, ma soprattutto creano rapporti di fiducia internazionale che garantiscono la pace: mercati contrapposti mettono in pericolo la fiducia tra i Paesi, mercati aperti creano rapporti di conoscenza. Per questo la nostra posizione è chiarissima: per la pace nel mondo e per il vantaggio delle persone che occorre avere mercati aperti, ed questa la regola di civiltà che da tanto tempo è stata affermata”.