Alla convention democratica di Filadelfia irrompe Michelle Obama che invita a votare Hillary Clinton. Ovazione DEL pubblico per la first lady. Standing ovation anche per Bernie Sanders. ‘So che siete delusi, ma Hillary Clinton deve diventare il prossimo presidente, non c’e’ scelta’ dice. ‘E’ triste vedere che Sanders abbia abbandonato la sua rivoluzione’, twitta Donald Trump.
“Quando qualcuno è crudele o si comporta come un bullo, noi non scendiamo al suo livello, no il nostro motto è: quando gli altri scendono in basso, noi voliamo alto”. Così Michelle Obama si è conquistata gli applausi scroscianti dei delegati della convention di Filadelfia con il suo discorso la notte scorsa che ha sedato le tensioni, i contrasti e le proteste che avevano caratterizzato l’inizio dell’assise democratica. Un discorso con cui la first lady ha ribadito il suo fermo sostegno ad Hillary Clinton: “C’è una sola persona che credo sia veramente qualificata per essere presidente degli Stati Uniti, di cui mi fido e questa è la nostra amica, Hillary Clinton”. Ma soprattutto Michelle ha attaccato, senza ovviamente mai nominarlo Donald Trump, il bullo che sta portando in basso il livello del dibattito politico: “alle nostre figlie noi ripetiamo che il linguaggio che d’odio che sentono da figure pubbliche in tv non rappresentano lo spirito del nostro Paese”. E la first lady si è tolta qualche antico sassolino, ricordando quando il magnate negli anni scorsi ha guidato gli estremisti birthers: “Per proteggere le nostre figlie dai rischi di una strana vita sotto i riflettori, le abbiamo esortate ad ignorare quelli che mettevano in dubbio la cittadinanza o la fede del padre”.
Michelle ha parlato a lungo delle figlie e dell’essere genitore, sottolineando che, come i genitori, anche i leader politici devono essere dei modelli per i più giovani: “Ogni parola che pronunciamo, ogni azione che compiamo i nostri figli ci guardano, come genitori siamo i loro più importanti modelli. E Barack ed io abbiamo affrontato con lo stesso atteggiamento il lavoro di presidente e first lady, perché sappiamo che le nostre parole, le nostre azioni influenzano non solo le nostre figlie, ma i ragazzi di tutto il Paese”. A novembre gli americani saranno chiamati a decidere “chi avrà il potere di forgiare i nostri figli per i prossimi quattro o otto anni della loro vita”, ha concluso Michelle, sottolineando come sia Clinton l’unica persona giusta per questo compito. “Non ha vinto la nomination otto anni fa, ma non si è rinchiusa nella rabbia o nel rammarico” ha detto, ricordando un momento di particolare tensione tra la sua famiglia e quella della candidata democratica sconfitta da Obama nel 2008. “Hillary non ha fatto le valige e se ne è andata perché è veramente al servizio dello stato, perché sa che questo è più grande dei suoi desideri e delle sue delusioni”, ha concluso con un messaggio rivolto ai sostenitori di Bernie Sanders, anche tra i delegati, che non sono ancora pronti a sostenere Clinton.