LA REPLICA DELLA BOLDRINI, ‘E’ UNA MINACCIA DEPRIMENTE’. IUS SOLI, SALVINI: ‘SE CI RIPROVANO BLOCCHIAMO LE CAMERE’
Dura presa di posizione dell’Austria in risposta all’ipotesi che l’Italia conceda visti umanitari ai migranti: “E’ inaccettabile, in quel caso introdurremmo subito i controlli al Brennero”, dice il ministro degli Interni austriaco Sobotka. Dopo la pausa allo ius soli da parte di Gentiloni, Salvini avverte: “Se ci riprovano blocchiamo le Camere”.
Vienna insiste nella polemica sui migranti. Se il numero degli illegali diretti verso l’Austria dovesse aumentare, il confine del Brennero verra’ chiuso, dice il ministro degli Interni Sobotka, assicurando controlli severi con i soldati. E aggiunge che “la cooperazione fra sedicenti soccorritori e la mafia dei trafficanti deve finire”. Tra le repliche italiane, quella del presidente della Camera Boldrini: “Ho gia’ sentito la minaccia e non e’ successo nulla. La politica non si porta avanti con le minacce, che non risolvono i problemi, ne’ con le chiusure o con i militari. E’ deprimente”. Il presidente austriaco Van der Bellen si e’ detto preoccupato per il botta e risposta.
L’immigrazione continua a tenere banco nelle discussioni fra i 28 a Bruxelles: l’ipotesi italiana di concedere visti umanitari e’ stata ridimensionata dal ministro Angelino Alfano e bocciata da Bruxelles, dopo aver provocato una nuova minaccia austriaca sul Brennero. Al Consiglio Esteri a Bruxelles la principale questione e’ rimasta la situazione in Libia, e i principali Paesi non si sono pronunciati sulla ripartizione degli arrivi di profughi chiesta dall’Italia. Il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, e’ pero’ tornato a ventilare la possibilita’ che il suo Paese “protegga la frontiera al Brennero“: la sua preoccupazione era rivolta all’ipotesi, circolata nei giorni scorsi, che l’Italia possa decidere di concedere centinaia di migliaia di “visti umanitari” ad altrettanti migranti che sarebbero cosi’ liberi di lasciare l’Italia. Alfano ha pero’ escluso che questo sia una priorita’ del governo: “Non e’ una questione che noi abbiamo all’ordine del giorno – ha detto – di certo abbiamo una strategia che vuole essere efficace e ha la necessita’ di una cooperazione europea”, ha aggiunto.
E il sottosegretario alle Poliitiche europeee, Sandro Gozi, ha assicurato che la questione del Brennero e’ gia’ stata “discussa e risolta” dal premier Gentiloni con Vienna. La Commissione da parte sua ha ricordato che gia’ nel piano di azione a sostegno dell’Italia dello scorso 4 luglio aveva chiesto di imporre “restrizioni” alla liberta’ di movimento di migranti e di “evitare di fornire documenti di viaggio ai richiedenti asilo per prevenire movimenti secondari”. La discussione dei ministri degli Esteri si e’ piuttosto concentrata sul ruolo Ue in Libia: la stabilizzazione del paese e’ una delle priorita’ individuate dall’Europa per riuscire a contenere i flussi di migranti che attraversano il Mediterraneo centrale. Dopo che nelle scorse settimane il governo italiano ha sollevato il problema dell’aumento degli arrivi, chiedendo di rivedere i mandati delle missioni navali europee attive nel Mediterraneo per ripartire l’onere dell’accoglienza, il titolare della Farnesina ha detto che si sarebbero “affrontate le questioni connesse alla vicenda che riguarda il legame della missione Sophia con le regole di Triton”. La prima, il cui compito e’ la lotta al traffico illegale di esseri umani attraverso la distruzione delle imbarcazioni usate dai trafficanti, scade a fine mese, e il rinnovo del mandato appare scontato. Ma l’Italia vorrebbe che si modificasse il suo piano operativo: attualmente, prevede che per gli sbarchi dei profughi salvati si rifaccia alle regole dell’operazione Triton, gestita da Frontex ma a guida italiana, secondo la quale tutti gli immigrati devono essere consegnati in porti italiani (come avveniva per la precedente missione nazionale Mare Nostrum).
“In Senato siamo 13 su 300 ma abbiamo fatto il diavolo a quattro e la legge sulla cittadinanza regalata non la possono approvare e ne riparleranno in autunno. Se ci riproveranno torneremo a bloccare il Parlamento e spero che tutte le piazze d’Italia ci diano una mano”. A dirlo il leader della Lega Matteo Salvini.