‘Il numero dei morti nel Mediterraneo potrebbe arrivare tristemente a 5.000 entro fine anno’. Lo ha previsto l’Alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi, parlando ai Med Dialogues, affermando che l’Europa “deve riformare il proprio sistema di accoglienza dei migranti. Questa e’ una crisi globale’.
Almeno 5.000 persone avranno perso la vita alla fine del 2016 nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa. E’ la stima fornita oggi dall’alto Commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, durante il suo intervento nella seconda giornata del Forum Med 2016, la conferenza sulla sicurezza nel Mediterraneo ospitata a Roma. “Conteremo 5.000 decessi in mare alla fine dell’anno”, ha precisato, aggiungendo che “400.000 persone hanno attraversato il Mediterraneo quest’anno”. “Una buona parte ha raggiunto l’Italia, ovvero 170.000, l’anno scorso erano stati un milione”, ha insistito.
“Il 95% dei rifugiati si trova in Paesi poveri o a ‘middle income’; quella dei migranti e’ una crisi globale che colpisce i Paesi con meno risorse”, ha detto oggi Filippo Grandi. “Al minimo oggi contiamo 13 guerre nel mondo, perlopiu’ interne e soprattutto con conseguenze drammatiche per i civili” ha detto il dirigente delle Nazioni Unite: “Undici di queste sono in corso in aree collegate al Mediterraneo”. Il forum e’ organizzato dal ministero degli Affari esteri, in collaborazione con l’Istituto italiano per gli studi politici internazionali.
La reazione dell’Unione europea alla crisi dei migranti è stata “molto frammentata, poco riflettuta e un po’ miope”, ha spiegato oggi l’Alto rappresentante Onu per i rifugiati. “Considerazioni elettorali hanno prevalso su principi umanitari. Gli Stati hanno chiuso le frontiere ed hanno deciso autonomamente”, ha aggiunto Grandi, ricordando che in Europa, “cinque paesi sono soprattutto interessati” al fenomeno migratorio: “Italia e Grecia in prima linea, e tre paesi destinatari, Germania, Austria e Svezia”.