“PROTOCOLLO PUO’ SERVIRE A SUPERARE CENTRI DI ACCOGLIENZA”
Il protocollo firmato a Milano sui migranti puo’ rappresentare un modello “per l’Italia e per l’Europa”, e “puo’ servire a superare i centri d’accoglienza”. Cosi’ il ministro dell’Interno, Marco Minniti, sul Protocollo per la distribuzione di migranti nei comuni milanesi firmato oggi in Prefettura a Milano. “Sembrava una sfida impossibile”, ma ci si e’ arrivati attraverso “una grande coesione con gli enti locali”. Secondo Minniti, il modello Milano “deve rimanere aperto” anche ai sindaci che non non hanno dato la loro adesione. “So che c’e’ inquietudine – ha detto – ma passata l’inquietudine non si sa mai che qualche pecorella smarrita venga in Prefettura a firmare. Non c’e’ problema”. Riferimento implicito ai sindaci leghisti che, fuori dalla Prefettura, hanno manifestato contro la firma del Protocollo.
Un “Modello Milano” per gestire i flussi migratori sul territorio. Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha sottoscritto un accordo con il sindaco del capoluogo meneghino Giuseppe Sala, il prefetto Luciana Lamorgese e 76 primi cittadini disponibili ad accogliere migranti sui loro territori. L’intesa sancisce di fatto la nascita di un modello di accoglienza diffusa, il modello con il quale i sindaci si impegnano con la collaborazione delle associazioni di settore e i volontari a reperire, tra l’altro, gli immobili e gli spazi necessari, con l’assistenza economica dello Stato. “I sindaci si impegnano, con le associazioni di settore, a reperire immobili, ad aprire un’interlocuzione con la cittadinanza, mobilitare il volontariato per percorsi di integrazione, perche’ se non c’e’ un nesso tra immigrazione e terrorismo, puo’ esserci un nesso tra mancata integrazione e terrorismo”, ha spiegato il prefetto Lamorgese. “E’ una partita che dobbiamo giocare insieme e i sindaci devono essere gli attori principali”. Per questo, “ci sara’ un Tavolo di coordinamento locale con le associazioni di settore e la prefettura fara’ da stazione appaltante, occupandosi delle gare e costituira’ un Tavolo di monitoraggio mensile con i comuni”, assicura il prefetto. “Se il “modello Milano’ diventa il ‘modello Italia’, possiamo superare Mineo e Isola di Capo Rizzuto, perche’ l’approccio diventa quello dell’accoglienza diffusa, che ha un rapporto stretto con l’integrazione”, ha detto il ministro Minniti.
“Oggi non siamo stati in Prefettura, dal momento che la stessa, in una nota, informa che l’incontro con il ministro Marco Minniti è riservato solo a chi firma il protocollo d’intesa per la gestione dei migranti. Avremmo voluto dire la nostra al ministro per spiegare le ragioni che ci hanno spinto a non gravare ulteriormente sulle spalle e nelle tasche dei nostri cittadini. Nessun sindaco di Forza Italia si volta dall’altra parte, anzi”. Si legge in una nota a firma “i sindaco di Forza Italia” riguardo al protocollo per l’accoglienza firmato in prefettura. “Molti dei nostri comuni accoglie, già da tempo, migranti e – proseguono – per far ciò, non abbiamo bisogno di un protocollo. Siamo per una integrazione di chi viene da lontano e ha patito guerre e persecuzioni, ma questo modello di ospitalità, imposto dall’alto e non creato dal basso secondo le esigenze di chi amministra, crea profondi squilibri, tensioni nei territori e illude decine di migliaia di disperati. Siamo uomini e donne delle istituzioni, disponibili a collaborare con la Prefettura senza però prendere ordini su modalità e tempi e senza che ciò diventi uno scontro politico. Oggi ci sembrava la fiera del Pd. Per le amministrazioni comunali questo modello coincide con una pesante emergenza sicurezza, con gravi problemi di integrazione anche nel mondo della scuola, con una costante emergenza abitativa”.
“Tra le tante anomalie del protocollo – proseguono – quella che suggerisce ai comuni di fare gli “agenti immobiliari”, attivandosi presso i privati per reperire unità immobiliari da mettere a disposizione delle cooperative individuate dalla Prefettura, abitazioni dove non saranno accolti gli aventi diritto asilo, ma dove saranno allestiti dei CAS (Centri di accoglienza straordinaria), è la più aberrante. E fa capire che non si tratta di una situazione transitoria ma di una realtà destinata a rimanere sul territorio anni. La situazione degli sbarchi è fuori controllo. Chiediamo al Ministro Minniti, dunque, che il Governo e l’UE facciano la loro parte innanzitutto bloccandoli; in seconda battuta, che ci siano certezze sulle espulsioni dei non aventi diritto asilo; e infine, considerato che questo protocollo durerà fino al 31 dicembre 2018, esattamente 593 giorni e prevede vengano accolti 5.082 migranti, per un coso complessivo a carico dello Stato di 105.476.910 euro + IVA (i famosi 35 euro al giorno), chiediamo che il medesimo importo venga messo a disposizione dei Comuni, tramite l’apertura di spazi finanziari di spesa, per fare investimenti sulla sicurezza, sostenere le fasce deboli della popolazione, rispondere alle esigenze delle famiglie, nonché per rispondere alla necessità sempre crescente di alloggi popolari e di housing sociale. Non bisogna dimenticare, infatti, che gli italiani di origine straniera e gli immigrati che hanno ottenuto asilo si sono moltiplicati negli ultimi anni e sono tra i primi a chiedere servizi, case, assistenza”.