AL LARGO TUNISIA ALTRI 11 CADAVERI, BILANCIO NON DEFINITIVO
Almeno 48 migranti sono morti nel naufragio di un barcone al largo della Tunisia. 67 persone sono state salvate. Un sopravvissuto ha dichiarato che a bordo dell’imbarcazione colata a picco, la cui capacita’ massima era di una settantina di persone, ce ne erano almeno 180 e le vittime sarebbero di piu’ di quelle ritrovate. E nove cadaveri, tra cui 6 bimbi, sono stati recuperati nell’affondamento di un motoscafo davanti le coste turche. Salvate cinque persone, una e’ tuttora dispersa. Il motoscafo ha registrato un’avaria nel distretto di Demre, nel golfo di Antalya, luogo molto frequentato dai turisti. Le vittime sono due uomini, una donna e sei bambini.
Almeno 48 migranti sono morti e altri 68 sono stati tratti in salvo la scorsa notte al largo della Tunisia, stando all’ultimo bilancio delle vittime, ancora provvisorio, fornito dal ministero della Difesa sul naufragio avvenuto al largo delle coste del governatorato di Sfax. Le autorità tunisine sono intervenute a circa 30 chilometri dalla costa dopo aver ricevuto un Sos attorno a mezzanotte da una barca che stava per “affondare”. “Fino alle 13 locali (14 italiane) sono stati recuperati 46 corpi e sono stati soccorsi 68 migranti”, ha precisato alla France presse il portavoce del ministero della Difesa.
Nove migranti, tra cui sei bambini, sono annegati in un tragico naufragio nel Mar Egeo, davanti alle coste turche. Il motoscafo su cui viaggiavano ha avuto un’avaria ed e’ affondato alle 2 di notte vicino all’isola di Kekova Geykova, non lontano dalla localita’ balneare turca di Demre, nel golfo di Antalya. La Guardia costiera turca ha tratto in salvo tre uomini e una donna e un quinto migrante e’ stato salvato da un peschereccio mentre un altro e’ disperso. A perdere la vita sono stati sei bambini, due uomini e una donna, le cui nazionalita’ non sono state rese note. Il motoscafo era probabilmente diretto all’isola greca di Kastellorizo, davanti alla cittadina turca di Kaz. Nel 2015 erano stati piu’ di un milione i profughi siriani che avevano raggiunto la Grecia passando dalla Turchia, ma l’anno successivo un accordo dell’Ue con Ankara per i rimpatri dei migranti irregolari ha drasticamente ridotto gli sbarchi nelle isole greche dell’Egeo (meno di 11mila nei primi cinque mesi del 2018).