‘L’Unione europea accoglie con favore ed e’ pronta a sostenere lo sviluppo dell’accordo firmato ieri tra Italia e Libia’. E’ la dichiarazione congiunta sull’immigrazione stilata dai leader europei al termine della prima sessione dei lavori del vertice di Malta dedicata appunto all’immigrazione. ‘L’accordo con la Libia apre un capitolo nuovo. L’Italia ha fatto la sua parte, ora ci aspettiamo risorse e impegno da parte dell’Ue’, aveva detto il premier Paolo Gentiloni al suo arrivo a La Valletta.
Le preoccupazioni sollevate oggi da diverse Ong riguardo all’accordo tra Italia e Libia e all’approccio dell’Ue alla gestione delle migrazioni, “le abbiamo ben presenti e noi siamo convinti che le decisioni dell’Ue, gli stanziamenti, l’intesa bilaterale con la Libia abbiano l’obiettivo opposto. Non a caso, le operazioni delineate sono state ampiamente discusse con Unhcr e Iom, che vedono con favore investimenti e presenze” per aiutare la Libia. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo GENTILONI, in conferenza stampa alla Valletta. Certo, osserva l’ex ministro degli Esteri, “se uno fa un giro ad Agadez (in Niger, ndr) o nei campi in Libia sa bene che c’è da lavorare. E l’obiettivo del nostro accordo è rendere tutto questo, dal punto di vista delle condizioni e del rispetto dei diritti umani, più coerente con i principi di civiltà”. Oggi Arjan Hehenkamp, direttore generale di Medici Senza Frontiere, ha detto che “l’Unione Europea e i suoi Stati membri devono prendere atto della realtà. La Libia non è un Paese sicuro, per questo non possiamo considerare questa proposta come un approccio umano alla migrazione”.
L’Unione europea ricorrerà all’aiuto delle tribu nomadi del sud della Libia per fermare il flusso di migranti che attraversano il Mediterraneo in partenza dal Paese africano. Lo ha detto il premier di Malta dopo il vertice Ue che si è tenuto sull’isola del Mediterraneo e che ha approvato misure per impedire ai barconi carichi di migranti di lasciare le acque libiche. Joseph Muscat ha detto di essere convinto che la migrazione di massa dalla Libia all’Italia possa fermarsi entro la fine del suo mandato alla presidenza di turno della Ue a giugno e ha aggiunto che il governo libico sostenuto dall’Onu ha chiesto aiuto per chiudere il suo confine meridionale, dopo aver raggiunto un accordo con l’Italia per realizzare campi finanziati dalla Ue nei quali detenere i migranti illegali prima di rinviarli nei Paesi d’origine. “Ora c’è anche l’impegno diretto delle tribu del sud della Libia che finora hanno collaborato con i trafficanti guadagnando tra i cinque e i sei milioni di dollari al settimana” ha detto Muscat. “E’ un segnale estremamente positivo. Se basterà a frenare il flusso, lo vedremo con il tempo”. Muscat non ha spiegato i termini del coinvolgimento delle tribu, ma da tempo gli esperti di Libia dicono che la Ue deve “comprare” i nomadi che controllano terre e strade per ridurre i flussi di migranti. Il progetto di campi temporanei è stato concordato ieri tra il governo italiano e quello libico di accordo nazionale, ma ha sollevato le critiche delle ong che dicono he non è chiaro come potranno essere distinti è migranti illegali da coloro che fuggono guerre e persecuzioni politiche nei loro Paesi. Il premier Paolo Gentiloni ha detto di essere consapevole delle preoccupazioni umanitarie ha ha sottolineato che è stata consultata l’agenzia Onu per i rifugiati e l’Oim sono state consultate. Con l’accordo sui migranti tra Italia e Libia “miracoli non se ne fanno” ma ottenere “risultati in termini di migliore gestione, regolazione e diminuzione del numero dei migranti illegali è l’obiettivo per il quale stiamo lavorando” ha detto Gentiloni. La stragrande maggioranza dei circa 500mila migranti che in tre anni ha raggiunto l’Italia proviene dalla Libia. Il presidente del Consiglio Ue ha detto che le vari iniziative saranno gestite “nel pieno rispetto dei diritti umani” e ha salutato l’accordo Italia-Libia come “un segnale importante e incoraggiante che le cose stanno per cambiare in meglio”.