NESSUN PROFUGO SCENDERA’ A TERRA FINO ALLA RIPARTIZIONE UE
Nessuno sbarco, ancora, da nave Diciotti, arrivata ieri alle 23.30 circa nel porto di Catania con a bordo 177 migranti soccorsi al largo di Lampedusa. Nessun profugo, ribadiscono piu’ fonti, lascera’ il pattugliatore della Guardia Costiera in attesa della ripartizione tra i Paesi dell’Unione europea dei migranti soccorsi. A bordo ci sarebbero diversi minorenni e 28 di questi, secondo Save the Children, sarebbero non accompagnati. Sul molo di levante e’ presente solo personale della guardia costiera, della polizia di Stato, della guardia di finanza e dei carabinieri, nessun volontario o appartenenti alla Protezione civile per l’assistenza allo sbarco. La Procura di Agrigento intanto indaga per illecito trattenimento.
Nuovo scontro fra Italia e Malta sui migranti, per i 180 a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera. Malta, con un tweet a Toninelli e Salvini, afferma che ‘la Guardia costiera italiana ha intercettato i #migranti all’interno del SAR maltese soltanto per impedirgli di entrare nelle acque italiane’. E chiede che i migranti ‘sbarchino in Italia’ perche’ ‘Lampedusa e’ il luogo sicuro piu’ vicino’. Il ministro Toninelli attacca: ‘il comportamento Malta e’ inqualificabile e meritevole di sanzioni’. E Salvini si rivolge a Bruxelles: ‘O l’Europa decide di aiutare l’Italia in concreto, a partire dai 180 immigrati a bordo della nave Diciotti, oppure saremo costretti a fare quello che stronchera’ definitivamente il business degli scafisti. E cioe’ riaccompagnare in Libia le persone recuperate in mare’.
I 177 migranti a bordo della nave della Guardia costiera italiana Diciotti “devono sbarcare a Lampedusa o in un altro porto italiano”: ad affermarlo e’ il ministro dell’Interno maltese, Michael Farrugia, che in una serie di tweet indirizzati ai ministri Matteo Salvini e Danilo Toninelli ha replicato alle accuse italiane affermando che l’intervento della Diciotti non e’ stato un salvataggio ma un tentativo di impedire all’imbarcazione di entrare nelle acque italiane. “La Guardia Costiera italiana ha intercettato i migranti all’interno del Sar (zona di Search and Rescue) maltese, ma esattamente fuori territorio italiano, senza coordinamento con il competente RCC, soltanto per impedirgli di entrare nella acque italiane”, ha denunciato Farrugia. “Un’intercettazione su una nave che esercita il suo diritto alla liberta’ di navigazione in alto mare non e’ considerata un salvataggio. Nel momento in cui i migranti sono sulla nave italiana Diciotti (territorio italiano) vicino a Lampedusa, l’unica soluzione finale e’ di sbarcarli a Lampedusa o in un porto italiano. Se l’Italia vuole ancora trattare questo caso come un #salvataggio, Lampedusa rimane il luogo piu’ vicino di sicurezza secondo le convenzioni applicabili”, ha insistito il ministro maltese.
E’ sempre piu’ al centro di un braccio di ferro dell’Italia con Malta e con l’Ue la nave della Guardia costiera Diciotti, ferma al largo di Lampedusa per il quarto giorno di fila con a bordo 177 migranti soccorsi nella notte tra mercoledi’ e giovedi’ mentre si trovavano su un barcone in avaria in acque Sar maltesi. A smuovere le acque e’ arrivata la minaccia del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di riportare i migranti in Libia. “O l’Europa decide seriamente di aiutare l’Italia in concreto, a partire ad esempio dai 180 migranti a bordo della nave Diciotti”, ha avvertito il titolare del Viminale, “oppure saremo costretti a fare quello che stronchera’ definitivamente il business degli scafisti. E cioe’ riaccompagnare in un porto libico le persone recuperate in mare”. E’ una minaccia che per la Commissione europea non e’ credibile in quanto nessun Paese membro puo’ riportare migranti in Libia in quanto violerebbe la Convenzione di Ginevra che vieta i respingimenti e perche’ la Libia non e’ considerato porto sicuro. A chiamare in causa Malta e l’Europa era stato poco prima il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli. “Diciotti dimostra che Italia non si tira mai indietro quando si tratta di salvare vite umane”, ha affermato, “il comportamento di Malta e’ ancora una volta inqualificabile e meritevole di sanzioni. L’Ue si faccia avanti e apra i propri porti alla solidarieta’, altrimenti non ha motivo di esistere”. Immediata la replica di Malta con un tweet del ministro dell’Interno maltese, Michael Farrugia, indirizzato a Salvini e Toninelli. Per i migranti sulla Diciotti “l’unica soluzione finale e’ di sbarcarli a Lampedusa o in un porto italiano. Se l’Italia vuole ancora trattare questo caso come un #salvataggio, Lampedusa rimane il luogo piu’ vicino di sicurezza secondo le convenzioni applicabili”. Il ministro maltese ha accusato la Guardia costiera italiana di aver “intercettato i #migranti all’interno del SAR maltese soltanto per impedirgli di entrare nelle acque italiane”.
Anche dall’opposizione in Italia sono arrivate critiche al governo e in particolare alla minaccia di Salvini. “Ricatto criminale”, ha incalzato Pippo Civati, fondatore di Possibile, “rispedire in Libia i migranti, ora a bordo della Diciotti, sarebbe l’atto peggiore di un governo che ha gia’ calpestato i diritti umani. Il principio di non respingimento e’ sancito dalla Convenzione di Ginevra e garantisce che nessuno possa essere trasferito in Paesi dove la sua vita e’ a rischio. Senza dimenticare che e’ contro la Costituzione italiana su cui ha giurato”. Per il senatore del Pd Edoardo Patriarca, “riportare i migranti della Diciotti in Libia come vorrebbe Salvini sarebbe un vero respingimento”. “A bordo di quella nave ci sono donne e bambini, il governo non puo’ voltarsi dall’altra parte”, ha aggiunto. Nicola Fratoianni di Leu ha affermato che “siamo al punto che un ministro della Repubblica annuncia a mezzo stampa la decisione di compiere un reato. Contro le convenzioni internazionali firmate dal nostro paese e contro la costituzione su cui ha prestato giuramento. Il limite e’ ampiamente superato”. Intanto le unita’ di soccorso tunisine hanno ripescato altri tre corpi di migranti morti nel naufragio del barcone dato alle fiamme venerdi’ scorso al largo di Sfax il 17 agosto scorso. Un corpo era gia’ stato recuperato. L’imbarcazione era partita dalla Tunisia nella notte verso le coste italiane. Quando era stata intercettata dalla Guardia costiera tunisina, gli occupanti poi arrestati (quattro tunisini, due del Congo e otto della Costa d’Avorio), hanno prima lanciato bottiglie molotov in direzione della motovedetta, e poi dato fuoco all’imbarcazione per tentare la fuga a nuoto.