Sara’ una cura monstre per Mps, ma il piano passa il vaglio della Commissione Ue: ‘E’ il linea con le regole europee’. Un nuovo via libera dopo quello della Bce, di fronto alla bocciatura degli stress test che, invece, promuovono le altre 4 italiane. ‘Ora la credibilita’ dei nostri istituti e’ rafforzata’, dice il presidente dell’Abi Patuelli.
La Bce benedice il maxi-piano per dire addio all’intero portafoglio di sofferenze del Monte Paschi e il Cda guidato da Fabrizio Viola lo approva. Dopo una maratona al vertice, la banca ha potuto finalmente varare l’operazione di messa in sicurezza targata JpMorgan, Mediobanca e Lazard e che passa per la vendita dei 27,7 miliardi di sofferenze lorde e un aumento di capitale fino a 5 miliardi garantito da un pool di otto banche d’affari. Il via libera non e’ scontato se si pensa al clamoroso piano alternativo presentato al foto-finish da Corrado Passera e Ubs, bocciato dal Cda di Mps, senza neanche permettere all’ex ministro di presentarlo in consiglio come previsto alla vigilia.
Come largamente previsto 4 delle 5 banche italiane coinvolte negli stress test dell’Eba ottengono risultati positivi, pesa invece molto la bocciatura di Mps. La banca senese ha però posto oggi le basi per un piano, che stando alle sue dichiarazioni, “mitigherà significativamente” l’esito disastroso degli esami Eba. Mps è infatti l’unica tra le 51 banche europee coinvolte in questo esercizio, che nello scenario avverso che ipotizza una specie di ‘tempesta perfetta’ sull’economia globale, vedrebbe il suo indice Cet1 sul capitale, finire sotto zero. E non di poco, Mps passerebbe dal 12,01% di fine 2015, a -2,23% nel 2018: un calo di 1.423 punti base. Non resta che confidare nel piano varato oggi e già approvato dalla commissione europea, oltre che dalla Bce. Prevista la cessione di 27 miliardi di crediti deteriorati ed un aumento da 5 miliardi, che poggia già ora su un robusto consorzio di garanzia. Passando alle altre 4 protagoniste positive degli stress test, i numeri sono buoni, e migliori della media. Premettendo che questi test, non prevedevano un voto alla fine, gli analisti avevano fissato al 5,5% la soglia della paura per il capitale. Il 7% di Cet1 invece è un valore che fa da spartiacque nel mercato in condizioni normali, e che quindi anche nell’adverse scenario Eba, può essere un benchmark. Bene, le 4 banche italiane promosse sono ampiamente sopra queste due tagliole. Il Banco Popolare scenderebbe al 9,05%, Intesa Sanpaolo al 10,24%, Unicredit dal 10,59% al 7,12% e Ubi all’8,85%. Queste quattro, quindi, anche secondo la Banca d’Italia, mostrano una buona tenuta, con l’impatto ponderato rispetto ai coefficienti di partenza, derivante dallo scenario avverso, che registra cali medi di 3,2 punti percentuali a fronte del 3,8 per cento della media del campione Eba.Fonti del Tesoro, commentando gli odierni stress test sottolineano “come questi dimostrino la solidità del sistema bancario italiano nel suo insieme”. Se Siena piange, Berlino non ride, con Deutsche Bank e Commerzbank nella Top 12 delle banche più deboli. Male anche Raiffeisen in Austria, Banco Popular in Spagna e due delle principali banche irlandesi, che hanno ottenuto i peggiori risultati dopo Mps. “Mentre riconosciamo la vasta raccolta di capitali fatta finora, questa non è un certificato di buona salute” ha detto il presidente Eba, Andrea Enria, “rimane del lavoro da fare”. Più ottimista Daniele Nouy, che dirige la supervisione presso la Bce: “Il settore bancario oggi è più resistente e può assorbire meglio gli shock economici rispetto a due anni fa”.
L’operazione che prevede ”la cessione di tutto il portafoglio di sofferenze e l’aumento delle coperture su tutti gli altri stati crediti deteriorati” creerà ”le condizioni per un re-rating della Banca”. Così Monte Paschi di Siena interviene dopo i risultati degli stress test europei che vedono per l’istituto senese nello scenario ”adverse” un Cet1 nel 2018 pari a -2,2%, mentre nello scenario ”baseline” il Cet1 nel 2018 si conferma al 12%. L’istituto sottolinea che ii risultati ”fortemente severi sono impattati dall’elevato Npl” e ricorda che ”un elevato stock di NPL implica maggiori rettifiche su crediti, poiché la quota recuperabile di un credito deteriorato (e il conseguente ammontare delle rettifiche), in uno scenario stressato, è significativamente più bassa se paragonata a un credito in bonis”.
“Nonostante la severita’ dell’esercizio e le forti tensioni degli ultimi anni, quattro delle cinque principali banche italiane comprese nel campione Eba (Ente bancario europeo) mostrano una buona tenuta”. Lo annuncia la Banca d’Italia nella nota relativa all’esercizio di stress test europeo 2016. Per queste banche (UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare e Ubi Banca), – si legge nella nota – l’impatto ponderato sul capitale (CET1) derivante dallo scenario avverso e’ pari a 3,2 punti percentuali a fronte del 3,8 per cento della media del campione Eba. Bocciata Monte dei Paschi di Siena, che ha superato il test nello scenario di base, ma nello scenario avverso fa registrare un risultato negativo.
Le condizioni dell’istituto senese – prosegue la nota – “sono da tempo all’attenzione dell’Ssm. Dal novembre del 2013 il gruppo e’ sottoposto a un piano di ristrutturazione approvato dalla Commissione europea, tuttora in corso, durante il quale sono stati conseguiti risultati notevoli, sul piano della razionalizzazione organizzativa e dell’abbattimento dei costi”.
“Circa la meta’ della complessiva riduzione di capitale registrata dal Monte dei Paschi – prosegue la nota della Banca d’Italia – e’ attribuibile alla diminuzione del margine di interesse; la restante parte e’ dovuta all’incremento delle deduzioni patrimoniali e delle perdite su crediti e alle svalutazioni sui titoli di Stato detenuti nel portafoglio Afs. Per due terzi circa l’impatto a conto economico e’ dovuto alla riduzione del margine di interesse. In particolare, l’entita’ dello shock idiosincratico (pari a 220 punti base), commisurato al rating di partenza della banca (B-), e’ di gran lunga superiore a quello previsto per banche con rating migliori (25 punti base, per le banche con rating AAA), specie se si considera che tale shock produce i suoi effetti per tre anni consecutivi”.
Il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi – aggiunge la Banca d’Italia nella nota – “ha deliberato un piano che prevede la cessione dell’intero portafoglio di crediti in sofferenza e un aumento di capitale fino a cinque miliardi, che consentira’ di incrementare significativamente gli accantonamenti sui restanti crediti deteriorati. Per effetto di tale operazione, la banca deterra’ prestiti deteriorati – ma non in sofferenza – in linea con quelli medi del sistema bancario italiano. Il patrimonio di Vigilanza della banca si manterra’ sugli attuali livelli e la redditivita’ potra’ risentire di miglioramenti sia sul fronte dei costi della provvista e del credito sia su quello del rendimento dell’attivo e della liquidita’”.