Oggi musulmani a messa. E’ la risposta della comunita’ al massacro di Rouen. L’iniziativa e’ sostenuta anche in Italia. Prima della messa delegati della comunita’ islamica porteranno il saluto in chiesa in 15 citta’. Per i vescovi italiani, ‘un gesto enorme, mette fuori gioco chi vuole dividere’. Valls ammette errori nella sicurezza, incriminato uno dei sospetti di Rouen.
Ancora sconvolti dal dramma di tre giorni fa, i fedeli della comunità cristiana e musulmana di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia, si sono ritrovati davanti alla chiesa dell’attentato del 26 luglio rivendicato dall’Isil per condividere un momento di fratellanza in occasione della preghiera del venerdì. Successivamente nella moschea Yahia, durante la funzione islamica ha eccezionalmente preso la parola il parroco Auguste Moanda. “Il nostro dolore è anche il vostro”, ha affermato. “Siamo chiamati a costruire ponti, non muri. Noi credenti, dobbiamo dare l’esempio”, ha aggiunto il parroco, assicurando i presenti che “ciò che vediamo, questo non è vero Islam. Dobbiamo stare insieme, dopo questo fatto dobbiamo riaffermare i nostri legami di amicizia e di fratellanza”.
Anche in Italia, e non solo in Francia, domenica 31 luglio, prima della celebrazione della Santa Messa, delegati delle comunita’ musulmane si recheranno in alcune chiese del Paese per esprimere cordoglio e solidarieta’ per il barbaro omicidio perpetrato contro padre Jacques Hamel nella piccola chiesa di Saint Etienne du Rouvray. A promuovere e sostenere queste iniziative di “fraternita’” sono – sottolinea il Servizio Informazione Religiosa della Cei – la Coreis (Comunita’ religiosa islamica) italiana e l’Ucoii (Unione delle comunita’ islamiche in Italia). Delegati della Coreis porteranno il loro saluto in chiesa al vescovo e al parroco nelle citta’ di Roma, Milano, Novara, Genova, Verona, Sondrio, Ventimiglia, Brescia, Vicenza, Fermo, Siena, Piacenza, Brindisi, Palermo e Agrigento. “Ci sembra fondamentale – spiega in una nota la Coreis – in questo momento drammatico dare con questo saluto dei musulmani d’Italia un segno concreto di profondo rispetto della sacralita’ dei riti, dei ministri e dei luoghi di culto del Cristianesimo dove i fedeli e i cittadini ricevono le benedizioni della comunione spirituale”. Con questa iniziativa, la Coreis italiana ripropone nel nostro Paese la presa di posizione espressa in Francia dall’Istituto di alti studi islamici (Ihei) che per mostrare la sua solidarieta’ al mondo cattolico ha invitato i suoi membri a unirsi alla celebrazione della Messa domenica 31 luglio, nelle cattedrali e nelle chiese di Parigi, Lione, Marsiglia, Gap, Embrun, Rennes, Lille, Perpignan e Tolone. La stessa iniziativa e’ stata presa dall’Ucoii. “Lo abbiamo fatto nei giorni scorsi – conferma Izzedine Elzir, imam di Firenze e presidente dell’Ucoii – andando personalmente a portare messaggi di solidarieta’ e cordoglio ai nostri fratelli cristiani, ai vescovi e ai parroci e domenica faremo altrettanto. Un gesto per mostrare che siamo tutti parte di un’unica famiglia umana, insieme contro il terrorismo e insieme per dire ai terroristi che i loro atti criminali non ci dividono, anzi ci uniscono ancora di piu'”. Questo scambio di fraternita’ avverra’ a Genova, Verona, Brescia, in alcune parrocchie di Milano, in Toscana e Sicilia. Izzedine Elzir ricorda che, all’indomani del brutale assassinio di padre Hamel, l’Ucoii aveva invitato “tutti i musulmani d’Italia, anche attraverso le moschee e le associazioni della comunita’ a impegnarsi a sostenere i nostri fratelli e sorelle cristiani duramente colpiti. La risposta e’ stata spontanea da parte di comunita’ islamiche e parrocchie locali e questo per me e’ il segno di un lavoro di dialogo che sta cominciando a portare risultati”.
“Il gesto simbolico e’ assolutamente apprezzabile ma non e’ sufficiente. Abbiamo bisogno di contrastare l’eccesso di separatezza. Per questo siamo andati con studenti e adolescenti in alcune chiese di Roma come San Pietro. Piu’ che un gesto simbolico e’ necessario impostare un lavoro permanente di conoscenza e di avvicinamento ad un luogo della religione della maggior parte degli italiani: le chiese cattoliche”, ha affermato da parte sua il portavoce della Grande Moschea di Roma, Omar Camiletti, in un’intervista all’emittente della Cei Tv2000. “Per noi musulmani – ha aggiunto Camiletti in merito all’uccisione di padre Jacques Hamel – attaccare un luogo sacro e un uomo di Dio e’ un’azione veramente incredibile e sconcertante. Viviamo un sentimento di indignazione e repulsione. Oggi l’Imam nella Grande Moschea di Roma ha sottolineato l’importanza di creare sempre un rapporto di fiducia e lealta’ per consigliare le persone che perdono il senso e il significato vero dell’Islam. Non puo’ esistere una religione che si rivolge all’odio, e’ un controsenso”. Camiletti ha infine commentato il fenomeno delle ‘schegge impazzite’ che seminano terrore e morte: “Le parole si sono esaurite, abbiamo piu’ volte ribadito che dal punto di vista teologico questo non rappresenta l’Islam. Abbiamo a che fare con turbe psicopatologiche e persone che non hanno alcuna pratica di fede. Questo ci lascia interdetti. Dobbiamo contrastare questo radicalismo in tutte le forme in cui si manifesta”.