Prevede circa 2.600 esuberi e la chiusura di 500 filiali, con una riduzione del costo del personale del 9%, utilizzando turnover e fondo di solidarieta’ il piano industriale di Mps presentato oggi. Arriva un nuovo modello organizzativo, solo 5 riporti diretti dell’Ad. Indicato un utile netto a fine piano superiore a 1,1 mld di euro, il 24 novembre prossimo indetta l’assemblea straordinaria per l’aumento di capitale fino a 5 mld di euro. L’ad Morelli: ‘Siamo tranquilli che questa operazione avra’ buon fine, aperti a qualsiasi manifestazione di interesse, ma nel contesto che abbiamo in mente’.
MPS non ha un ‘PIANO B’ rispetto a quello presentato oggi, che punta su efficienza e digitalizzazione e che proverà a riportare la banca tra i leader di mercato, facendo leva sulla base clienti, stabili dal 2012 a circa 4,7 mln, “nonostante il passato”. Secondo l’ad Marco Morelli, “c’è ancora fiducia da parte dei nostri clienti nonostante quanto accaduto e su questo ci concentreremo”. Nel dettaglio, MPS si concentrerà sul rilancio del business dei mutui, che arriverà a un flusso annuo di 9 mld nel 2019, dai 2,3 mld del 2016; sulla crescita degli asset under management, visti aumentare a 68 mld nel 2019 dai 57 mld nel 2016. Il focus sull’efficienza, invece, porterà il cost/income ratio al 55% nel 2019 e lo spostamento alle attività commerciali di una maggiore percentuale di dipendenti. La gestione del rischio sarà caratterizzata “da una forte spinta all’automazione e all’utilizzo di strumenti analitici”.
Mps punta a realizzare l’operazione sul capitale e il deconsolidamento delle sofferenze entro l’anno e il Ceo Marco Morelli inizierà già da oggi i colloqui con i potenziali anchor investor.Nella conference call con il mercato Morelli ha spiegato che non ci saranno corsie preferenziali per l’accesso ai dati da parte di eventuali investori. “Non ci saranno asimmetrie informative”, ha detto in quella che molti hanno letto come una risposta alla richiesta di Corrado Passera, che ha elaborato un piano alternativo e avrebbe trovato il supporto di istituzionali disposti a contribuire per 2-2,5 miliardi alla ricapitalizzazione della banca previa due diligence.Mps ha comunicato oggi anche il piano al 2019, che vede per quell’anno utile a 1,1 miliardi.Un piano giudicato da molti analisti ambizioso, ma che non frena l’ulteriore corsa del titolo, in rialzo di oltre 20% a 0,425 euro, accompagnato da una buona performance dei titoli subordinati.
RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE L’aumento di capitale sarà come noto per 5 miliardi e sarà articolato su tre possibili direttive, per cui il cda avrà flessibilità: una parte al servizio di una potenziale offerta volontaria sul debito subordinato da fare prima dell’aumento, una componente riservata ad anchor investor, una parte riservata agli attuali azionisti. Non ci sarà però diritto di opzione trattabile in Borsa, ma solo una prelazione per gli attuali soci. Il prezzo sarà determinato con bookbuilding, come in una Ipo.L’aumento è assistito da un pre-underwriting agreement con primarie istituzioni finanziarie, valido fino al 31 dicembre di quest’anno.L’aumento sarà contestuale al deconsolidamento delle sofferenze, i 27,6 miliardi annunciati cui si aggiungono 0,9 miliardi di crediti da leasing e altri 0,4 miliardi. La parte junior del veicolo verrà conferita agli attuali soci Mps, quella mezzanine ad Atlante (ma non ci saranno warrant a favore del fondo come invece previsto a luglio).E’ in corso di definizione l’impegno dei soggetti finanziatori sulla tranche senior nella fase bridge.La nuova banca avrà un rapporto crediti deteriorati lordi su totale crediti del 18,6% dal 35,5% attuale, Texas ratio a 134% da 268%.
I CONTI AL 2019 Il Ceo Marco Morelli punta sulla base clienti della banca (4,7 milioni) e sul rilancio del segmento retail e small business. Le operazioni della clientela mass verranno trasferite sui canali online.Prevista una crescita degli asset under management a 68 miliardi nel 2019 da 57 miliardi nel 2016.La gestione del rischio di credito sarà caratterizzata da una forte spinta all’automazione e all’utilizzo di strumenti analitici avanzati, sistemi di early detection, gestione proattiva e processi di recupero crediti ottimizzati, con un costo del rischio di circa 55 punti base e un Gross NPE Ratio pari al 16,2% nel 2019.A fine piano l’utile netto è visto a 1,1 miliardi, rispetto a una perdita di 4,8 miliardi nel 2016, con Rote oltre 11%.Il cost income al 2019 sarà pari al 55% con la previsione di 2.600 tagli all’organico (circa 10%) e la chiusura di 500 filiali.Il cet1 phased-in sarà a 13,5% e il liquidity coverage ratio supererà il 140%.Fra le novità emerse oggi, l’offerta da parte di Icbpi di acquisto delle attività di merchant acquiring per 520 milioni di euro.
ASSEMBLEA IL 24 NOVEMBRE L’assemblea sull’operazione è convocata per il 24 novembre e nell’ordine del giorno è prevista anche la nomina del presidente e l’accorpamento delle azioni in ragione di 100 titoli esistenti per uno nuovo.”Pensiamo che il violento rialzo degli ultimi giorni abbia a che fare con l’assemblea dato che il voto non è ovvio considerando l’alta diluizione che deriverà dall’operazione e anche con la proposta alternativa di Passera”, dicono gli analisti di Kepler.