IRA DELLA LEGA INCOGNITA PER IL CDM, SU AUTOSTRADE NON SI DECIDE
Nulla di fatto sull’Autonomia, nessuna decisione su Autostrade. Forte tensione nel governo, dopo due vertici notturni a Palazzo Chigi. Le intese sulle autonomie regionali, annunciate dalla Lega per il Consiglio dei ministri di oggi, saranno al centro di una nuova riunione mercoledi’ prossimo. Grava ancora un’ incognita anche sull’approdo della legge di assestamento, che serve a evitare la procedura d’infrazione Ue. La Lega non si sbilancia sul destino della concessione di Autostrade, che M5s chiede di revocare. Trapela invece una fortissima irritazione per il nuovo stop al tema Autonomie.
“Le Autonomie sono uno dei pilastri dell’accordo col M5S: negare quel pilastro per la Lega è negare uno dei punti principali del programma. Il governo non può andare avanti senza Autonomie, questo è chiaro”. Così il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, intervenendo ad Agorà su Raitre. “Non abbiamo dato ultimatum, ci stiamo lavorando – aggiunge – ma è un anno che ragioniamo, questo percorso va chiuso. Le risposte vanno date in tempi rapidi”.
Nessuna divisione nella Lega, che al voto sulla riduzione dei parlamentari sara’ compatta, come lo e’ sui minibot: “Quel che conta e’ che lo Stato paghi i debiti, non tanto come”. Lo dice alla Stampa Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato. “Questa volta in Aula – sottolinea sul provvedimento per la riduzione dei parlamentari, di cui e’ relatore – dobbiamo esserci tutti”. Sul fatto che a questo passaggio serva la maggioranza assoluta e nell’ultimo voto in Aula ci siano state diverse assenze nel M5s, Calderoli sottolinea: “Nel primo passaggio non e’ richiesta una maggioranza particolare ma questa volta dobbiamo arrivare a 161 voti a favore, dobbiamo esserci tutti. Anche perche’ potrebbe esserci un cambiamento di base, ovvero che Forza Italia ci ripensi”. Calderoli parla quindi del dossier autonomie. “Non capisco – afferma – perche’ si evocano sempre le rotture. Il M5s a livello locale ha sempre sostenuto l’autonomia e anche i referendum che ci sono stati in Lombardia e Veneto. Vedo delle paure incomprensibili. Bisogna andare avanti, assolutamente”.