Accordo in dirittura d’arrivo nella Ue sulle banche. La conferma viene dal ministro delle finanze tedesco Schaeuble, secondo il quale “ci sono margini per intervenire sulle banche italiane, anche se resta aperta la questione degli aiuti di Stato”. Posizione analoga a quella del ministro dell’Economia Padoan, fiducioso di raggiungere “molto presto un accordo nell’interesse dell’Italia e dell’Ue all’interno delle regole”.
L’emergenza sofferenze delle Banche italiane verra’ risolta “bene” e non portera’ a una nuova crisi europea. La cancelliera Angela Merkel apre le porte a una soluzione sulla trattativa tra Roma e Bruxelles, sebbene fonti comunitarie continuino a sottolineare “l’ansia per l’Italia” che circola a Berlino. “Il sistema bancario rimane solido” anche se ha sofferto di alcuni anni di “recessione profonda” ha oggi affermato la leader tedesca facendo intuire che un accordo potrebbe essere alle porte. In Germania non sono pochi a storcere il naso di fronte alla prospettiva di consentire all’Italia deroghe alla direttiva sulle risoluzioni bancarie. Tanto i conservatori quanto i socialdemocratici si sono ancora una volta apertamente schierati contro gli aiuti pubblici alle Banche italiane in difficolta’. “Il governo italiano rispetti le regole per la liquidazione ordinata e la ristrutturazione delle Banche”, ha detto il portavoce parlamentare per l’economia della Cdu, Joachim Pfeiffer, secondo il quale una violazione delle regole europee sarebbe “inaccettabile”. Anche il vice presidente del gruppo parlamentare socialdemocratico, Carsten Schneider, avverte l’Italia a non scavalcare le regole adottate per i proteggere i contribuenti europei. E sulla stessa linea si muove Christoph Schmidt, uno dei ‘cinque saggi’ del governo tedesco, secondo cui rendersi conto del “disagio” che puo’ significare per il governo italiano costringere i piccoli obbligazionisti a farsi carico delle perdite della propria banca non significa poter infrangere le norme per proteggerli.
Ma parole incoraggianti e di fiducia sono arrivate oggi anche dal presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, certo che una soluzione al problema delle Banche italiane sara’ trovata “ben prima che parta il referendum in Italia” in autunno. I paesi, ha aggiunto entrando all’Ecofin, “stanno lavorando a stretto contatto con la Commissione Europea e con i supervisori per trovarla”. Gli occhi di tutti restano puntati sul 29 luglio, quando l’Eba divulghera’ i risultati degli stress test. Al termine dell’Ecofin, anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e’ tornato a rassicurare sulla situazione del settore creditizio italiano. “Il fatto che qualcuno dica che il rischio generato dal sistema bancario italiano sia cosi’ elevato e’ una dichiarazione completamente infondata”, ha aggiunto. Da Bruxelles a Roma si allontana ancora l’avvio della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario. La decisione dovrebbe arrivare entro la fine di luglio: l’ufficio di presidenza della commissione Finanze di Palazzo Madama ha deciso di audire, la prossima settimana (forse martedi’) tre magistrati e successivamente saranno presentate le conclusioni della seconda indagine sulle condizioni del sistema bancario e finanziario italiano e la tutela del risparmio. Da quel documento dipenderanno le sorti della commissione d’inchiesta la cui istituzione era stata chiesta per accertare le responsabilita’ degli organismi di vigilanza e degli istituti di credito. L’inizio dei lavori e’ stato rinviato per diversi mesi in Senato. “Ascolteremo tre magistrati in un’unica audizione – ha spiegato il presidente della commissione Finanze, Mauro Marino – e poi tireremo le conclusioni dell’indagine conoscitiva. Bisogna capire qual e’ la liberta’ di azione che avranno i commissari membri della Commissione sulla base del confronto con la magistratura. Decideremo entro la fine di luglio”. Intanto, certifica Bankitalia, il tasso di crescita sui 12 mesi delle sofferenze e’ risultato pari al 3,2% a maggio, in frenata rispetto al 3,5% di aprile. Il dato complessivo si attesta a un soffio dai 200 miliardi di euro, a 199,994 miliardi per la precisione, tornando ai massimi da gennaio, quando fu toccato il picco di 202,065 miliardi.