FRA 2009 E 2015, PER BLOCCO CONTRATTAZIONE E SPENDING REVIEW
Il blocco della contrattazione e le altre misure di spending review hanno tagliato la spesa per il personale della Pubblica Amministrazione di oltre 12 miliardi di euro nel giro di sei anni, quindi piu’ di due miliardi l’anno in media. A certificarlo e’ la Ragioneria generale dello Stato nell’Annuario Statistico. Nel 2015, “rispetto al 2009, l’anno in cui la spesa e’ stata massima, al netto dei nuovi enti” entrati a far parte del perimetro della P.A, “sono stati spesi per il pubblico impiego circa 12,6 miliardi in meno”.
“La riduzione registrata negli ultimi anni e’ conseguenza diretta della normativa di contenimento della dinamica della spesa che ha caratterizzato gli ultimi anni, che ha riguardato tutti i possibili fattori di crescita”, spiega la Ragioneria. Risulta cosi’ che nel 2015, le oltre 10 mila amministrazioni pubbliche censite hanno impiegato “circa 3,3 milioni di dipendenti a tempo determinato e indeterminato con una spesa annua di 158 miliardi”. “La principale determinante che spiega l’andamento del costo del lavoro va ricercata nell’applicazione delle norme contrattuali. Oltre alla normale corresponsione di benefici per i bienni economici, la tardiva sottoscrizione dei rinnovi contrattuali ha dato sovente luogo all’erogazione di consistenti somme a titolo di arretrati. Da cio’ scaturisce il tipico andamento a dente di sega della spesa dei singoli comparti: notevoli incrementi nell’anno di applicazione, stasi o leggera crescita nei successivi o, in qualche caso, riduzione se gli arretrati corrisposti sono stati particolarmente rilevanti”. Alla vigilia della nuova tornata contrattuale, proprio per domani e’ previsto un tavolo tra Aran e sindacati, la Ragioneria ricorda che l’ultimo rinnovo generale risale al quadriennio 2006- 2009. Dopo di che e’ stato sancito il blocco della contrattazione del pubblico impiego, prorogato negli anni prevedendo la sola indennita’ di vacanza contrattuale. “La spesa del 2012 ha cosi’ presentato una vistosa riduzione, proseguita nei due anni successivi, con il valore del 2014 che senza l’ingresso dei nuovi enti nella rilevazione si attesterebbe su un livello assoluto inferiore a quello del 2007”, sottolinea la Rgs nell’Annuario.