Un Paese ad alto debito non puo’ non occuparsi della sua discesa. Lo spiega il ministro dell’Economia Padoan, evidenziando come lo ricordi ‘in modo sgarbato’ proprio la risalita dello spread. ‘Per il governo, la riduzione del debito e’ obiettivo centrale’, aggiunge Padoan.
“La riforma della Pa e’ un punto fondamentale della strategia del governo”. Così il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan durante un incontro all’Agenzia del Demanio. “Resta il problema delle alienazioni. La riduzione del debito pubblico e’ un obiettivo centrale della strategia di governo. Le vicende di questi giorni ci ricordano in modo sgarbato che un Paese ad alto debito non possa permettersi di non continuare ad operare per la sua discesa. Quindi ogni strumento, anche quello individuabile nel settore del patrimonio immobiliare, dovrebbe essere utilizzato a questo scopo in un quadro economico difficile”. Cosi’ il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, alla presentazione dei risultati 2016 dell’Agenzia del Demanio. “Il 2016 e’ stato un anno in cui l’Italia ha conosciuto la deflazione, che fa male al debito perche’ lo fa aumentare- ricorda il ministro- quindi bisogna insistere. Per alienare bisogna investire e collocarsi nell’orizzonte temporale appropriato” .
Sul fronte terremoto “ci siamo mossi con le istituzioni europee, abbiamo chiesto e ottenuto margini aggiuntivi di risorse disponibili, altre saranno messe in campo. Il dialogo con la Commissione europea continua, l’Italia rispetta le regole e le usa per avere un consolidamento di finanza pubblica e crescita. Ovvio, bisogna usarle, non sono stanziarle. E qui entra in gioco l’amministrazione pubblica”, dice il ministro dell’Economia. “Questo paese negli ultimi mesi ha vissuto momenti drammatici- spiega Padoan – e i sintomi ci sono ancora”. Il ministro ringrazia “gli sforzi in termini di impegno del personale nell’emergenza” e ribadisce la necessita’ della continuita’ “nella ricostruzione e messa in sicurezza”.
Si apre il grande cantiere degli immobili pubblici. L’Agenzia del Demanio annuncia per i prossimi 5 anni progetti di razionalizzazione, ammodernamento e recupero di efficienza degli edifici della p.a. per oltre 1,4 miliardi di euro, con l’attuazione di 130 piani su tutto il territorio nazionale. Tra i piu’ importanti a partire saranno 34 operazioni di Federal Building, che consentiranno di concentrare nello stesso edificio gli uffici della p.a. per offrire ai cittadini servizi piu’ integrati e fruibili, generando anche risparmi per le casse dello Stato. Gia’ in corso o in fase di avvio sono 9 “poli dalla p.a”, come li ha ribattezzati il direttore generale dell’Agenzia, Roberto Reggi. Altri 11 sono in progettazione e 14 (anch’esse in progettazione) sono le ‘cittadelle della giustizia’. La prima citta’ “a locazione passiva zero” sara’ Chieti, con la concentrazione nell’ex caserma Berardi di tutti i servizi pubblici”. A Napoli tocchera’ invece alla caserma Boscariello, in progettazione per riqualificare il quartiere di Scampia. Le Vele rientrano peraltro anche nei progetti di rigenerazione urbana di cui fanno parte l’ex Ergastolo dell’isola di Santo Stefano-Ventotene, l’ospedale Forlanini di Roma e l’ex Arsenale di Pavia. Il 2017, ha annunciato Reggi presentando i risultati 2016 e le prospettive per il prossimo futuro, sara’ quindi “l’anno dei cantieri”. Nel 2016, per i lavori di razionalizzazione e sviluppo la spesa ha gia’ registrato un incremento del 75% rispetto agli anni precedenti ma l’obiettivo e’ di una ulteriore crescita esponenziale. “Vendere e incassare senza prima investire non e’ possibile”, ha sottolineato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ribadendo gli sforzi del governo per la riduzione del debito, a cui anche la dismissione immobiliare contribuisce. Tuttavia la cessione del patrimonio pubblico non puo’ essere attuata in massa e repentinamente. “Per anni – ha ricordato il ministro – si e’ alimentata l’idea che l’ingente patrimonio potesse essere immediatamente impiegato per abbattere il debito. Ma solo una frazione di questo patrimonio e’ disponibile all’alienazione”, ha puntualizzato. Per alienare parte del patrimonio pubblico “e’ innanzitutto necessario spostare gli uffici” ma soprattutto “e’ necessario investire”. “Gli investimenti – ha insistito – sono imprescindibili. Si parla di bonifiche, di efficientamento, di mettere a norma gli impianti, di evitare che la cessione avvenga a valori non congrui”.