CANONIZZATI IN S.PIETRO DURANTE SINODO DEI GIOVANI
Papa Paolo VI e mons.Oscar Arnulfo Romero saranno canonizzati in Piazza San Pietro il prossimo 14 ottobre, nel corso del Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani. Lo ha comunicato papa Francesco durante il Concistoro ordinario pubblico per alcune cause di canonizzazione, svoltosi oggi in Vaticano. Gli altri santi che verranno proclamati il 14 ottobre dal Papa sono i sacerdoti italiani Francesco Spinelli e Vincenzo Romano e le suore Maria Caterina Kasper, tedesca, e Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesu’, spagnola.
Papa Paolo VI e il vescovo martire Oscar Romero saranno fatti Santi il prossimo 14 ottobre. La notizia della promulgazione del decreto è del 7 marzo, mentre oggi il pontefice ha reso noti data e luogo (piazza San Pietro) per la canonizzazione, che si terrà nel corso del Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani il prossimo autunno.Paolo VI, grande timoniere del Concilio Vaticano II, e il sacerdote salvadoregno trucidato dagli squadroni della morte mentre celebrava la messa, a causa delle denunce delle violenze della dittatura militare del suo Paese, si legano sotto il pontificato di Francesco.”Il martirio di monsignor Romero non fu solo nel momento della sua morte, ma iniziò con le sofferenze per le persecuzioni precedenti alla sua morte e continuò anche posteriormente, perché non bastava che fosse morto: fu diffamato, calunniato, infangato. Il suo martirio continuò anche per mano dei suoi fratelli nel sacerdozio e nell’episcopato”, disse Papa Francesco concludendo, a braccio, il discorso ai partecipanti al pellegrinaggio da El Salvador, in Vaticano a ottobre del 2015: “Lapidato con la pietra più dura che esiste nel mondo: la lingua”.Paolo VI non fu un pontefice qualunque: fu il Papa della Chiesa “samaritana”, “ancella dell’umanità”, che tanto ricorda la “Chiesa in uscita” di Bergoglio. “Nei confronti di questo grande Papa – disse Bergoglio proclamandolo Beato – di questo coraggioso cristiano, di questo instancabile apostolo, davanti a Dio non possiamo che dire una parola tanto semplice quanto sincera ed importante: grazie!”. Francesco ricordò le parole scritte da Montini in alcune annotazioni personali, dopo la chiusura del Concilio: “Forse il Signore mi ha chiamato e mi tiene a questo servizio non tanto perché io VI abbia qualche attitudine, o affinché io governi e salvi la Chiesa dalle sue presenti difficoltà, ma perché io soffra qualche cosa per la Chiesa, e sia chiaro che Egli, e non altri, la guida e la salva”.La Consulta medica della Congregazione delle cause dei santi ha votato all’unanimità il 26 ottobre scorso il caso di una gravidanza ad alto rischio andata a buon fine attribuito all’intercessione di papa Montini e la guarigione miracolosa di una donna che lottava tra la vita e la morte dopo un parto attribuita all’intercessione del martire salvadoregno.