Col suo uso spesso creativo e innovativo dell’italiano, durante la messa in San Pietro per la festa dell’Epifania papa Francesco ha utilizzato un neologismo: “nostalgioso”. Lo ha fatto parlando della “nostalgia di Dio” che devono sentire i credenti. “Il credente ‘nostalgioso’, spinto dalla sua fede – ha detto il Pontefice argentino -, va in cerca di Dio, come i magi, nei luoghi piu’ reconditi della storia, perche’ sa in cuor suo che la’ lo aspetta il suo Signore”.
“I magi sentirono nostalgia, non volevano piu’ le solite cose. Erano abituati, assuefatti e stanchi degli Erode del loro tempo. Ma li’, a Betlemme, c’era una promessa di novita’, una promessa di gratuita’. Li’ stava accadendo qualcosa di nuovo”. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella sua omelia per la solennita’ dell’Epifania celebrata in San Pietro. Per Bergoglio,”i magi esprimono il ritratto dell’uomo credente, dell’uomo che ha nostalgia di Dio; di chi sente la mancanza della propria casa, la patria celeste. Riflettono l’immagine di tutti gli uomini che nella loro vita non si sono lasciati anestetizzare il cuore. La santa nostalgia di Dio scaturisce nel cuore credente perche’ sa che il Vangelo non e’ un avvenimento del passato ma del presente”. “Il credente ‘nostalgioso’ – ha affermato il Papa creando l’ennesimo neologismo – spinto dalla sua fede, va in cerca di Dio, come i magi, nei luoghi piu’ reconditi della storia, perche’ sa in cuor suo che la’ lo aspetta il suo Signore. Va in periferia, in frontiera, nei luoghi non evangelizzati, per potersi incontrare col suo Signore; e non lo fa affatto con un atteggiamento di superiorita’, lo fa come un mendicante che non puo’ ignorare gli occhi di colui per il quale la Buona Notizia e’ ancora un terreno da esplorare”.