Un velo di polemica si è steso sul 55° Salone aeronautico di Le Bourget, apertosi a Parigi, dopo che il governo francese ha ordinato di vietare l’accesso agli stand di cinque aziende israeliane operanti nel settore degli armamenti. Gli spazi espositivi di Israel Aerospace Industries, Rafael, Uvision, Elbit e Aeronautics sono stati coperti da grossi teloni neri dalle autorità francesi, rendendoli di fatto inaccessibili al pubblico.
Secondo fonti francesi, la decisione è stata presa in quanto le imprese dello Stato ebraico esponevano “armamenti offensivi”, potenzialmente impiegati nella Striscia di Gaza. Questa mossa ha immediatamente scatenato la reazione di Israele, con il Ministro della Difesa, Yoav Gallant, che ha definito la decisione “scandalosa e senza precedenti”.
Il divieto ha aperto il più importante appuntamento biennale del settore aerospaziale con un caso diplomatico. Sebbene non ci siano stati commenti ufficiali sulla presunta violazione degli accordi con le autorità israeliane, la motivazione legata all’esposizione di “armi offensive” ha trovato conferma. Su uno dei teloni che ricoprono gli stand, è apparsa una scritta a gesso che recita: “I prodotti esposti stanno attualmente difendendo lo Stato di Israele” e che il governo francese “sta cercando di nasconderli in nome della discriminazione”.
Nonostante la polemica, il Salone è stato inaugurato dal Primo Ministro francese François Bayrou, affiancato da diversi ministri, tra cui il titolare della Difesa, Sébastien Lecornu, e quello dell’Economia, Bruno Le Maire. In segno di protesta contro la presenza di espositori israeliani, i rappresentanti del dipartimento di Senna-Saint-Denis, dove si svolge l’evento, hanno disertato la cerimonia. Era invece presente il rabbino capo di Francia, Haim Korsia, che ha preferito non commentare l’accaduto.