“Non si può dire agli elettori che sono cretini, atteggiamento che da Sinistra abbiamo dal 1994. O la pensate come noi che siamo nel GIUSTO, scritto tutto maiuscolo, o siete degli ignoranti. Il compito della politica è spiegare con pazienza quello che accade e i rimedi che si possono adottare. Prendiamo l’immigrazione: avere paura è un diritto, e anche se non fosse un diritto, è un fatto. Allora bisogna mettere regole, norme, produrre idee chiare e moderne, prima che vincano quelle sbagliate e cattive. Non basta dire: accogliere è giusto e questo può bastare. E lo stesso vale per l’enorme problema del lavoro, per i giovani che si sentono esclusi. La Sinistra si è limitata a dire siamo nel giusto e se non ci votate peggio per voi. Poi si sono fatte scissioni per dire cose ancora più giuste ed essere sicuri di perdere per non metterle in atto”. Lo afferma lo scrittore Premio Strega Francesco Piccolo in una intervista a La Stampa.
Piccolo punta il dito contro le primarie: “Penso che siano le maggiori colpevoli dell’autodistruzione. Tutto parte da lì. Le primarie hanno fatto nascere dispute feroci, i dirigenti si sono impegnati di più nel distruggere l’amico che nel combattere i nemici esterni, seguendo l’esempio di un campione della specialità come D’Alema che ha concentrato nella lotta intestina una intera vita politica. Dentro il partito sono nati muri, steccati. Chi ha vinto, ogni volta, ha occupato il partito con le proprie idee, usando la mannaia contro gli altri, portando così gli sconfitti a odiare chi aveva prevalso. Sono stati fatti Congressi di mezz’ora, in questo modo è impossibile sintetizzare il pensiero di tutti: come invece dovrebbe permettere un buon segretario che ha il compito principale di avere una linea, ma di non perdere pezzi per strada. E’ inutile girarci intorno, o noi le primarie non le sappiamo fare, oppure sono il vero male della Sinistra e “la base si è sentita lontana da tutto questo, abbandonata”. Quindi sostiene che Renzi “ha sbagliato a insistere sul referendum anche quando era ormai chiaro che aveva contro tutto l’arco parlamentare e buona parte del suo partito. Ha sbagliato subito dopo a concentrarsi sulla battaglia nel Pd, andando avanti a testa bassa, con la scusa di aver rivinto le maledette primarie. Avrebbe dovuto accogliere tutti, facendo una politica condivisa. C’è da dire anche che da un certo punto in poi l’unico interesse nel suo partito era quello di farlo fuori. E ci sono riusciti. Si deve ricostruire il partito a partire dai temi storici della Sinistra. Devono rientrare quelli di LeU, e il Pd deve accogliere tutte le idee, farne una sintesi riformista e progressista con un segretario che sia garante di tutti. Quindi un segretario eletto in un congresso vero, di idee, e che rappresenti tutti”.