ZIO DELLA VITTIMA, ‘NESSUNO CI RIDARA’ ERIKA’. ALLA APPENDINO GLI ATTI NOTIFICATI DALLA PROCURA, VERSO IL RINVIO A GIUDIZIO
Omicidio preterintenzionale per la morte di Erika Pioletti, e’ una delle accuse mosse dalla procura di Torino a 2 delle persone fermate (8 in tutto) per i fatti di piazza San Carlo del 3 giugno. Oltre alla rapina sono contestate le lesioni su circa 300 persone. I fermati fanno parte di un gruppo che tento’ di mettere a segno rapine spruzzando spray urticante. ‘Per noi non cambia nulla: Erika, purtroppo, non ce la restituisce piu’ nessuno’, dice Angelo Rossi, zio della 38enne vittima del caos.
La Procura di Torino ha chiuso formalmente le indagini sui fatti di piazza San Carlo del 3 giugno quando, per un’ondata di panico improvviso durante la proiezione della finale di Champions League Juventus-Real Madrid, 1.500 persone rimasero ferite e una donna mori’ dopo 12 giorni di agonia in ospedale. I magistrati hanno cominciato a notificare gli avvisi ad alcuni indagati per i reati di disastro, lesioni e omicidio colposo. Fra i destinatari, anche la sindaca Chiara Appendino e il suo ex capo di gabinetto Paolo Giordana. Gli indagati iniziali erano 22. Gli atti preludono alla richiesta di rinvio a giudizio.
“Ieri sera mi è stato notificato dalla Procura di Torino l’atto con la chiusura delle indagini per piazza San Carlo. Resto a disposizione della magistratura, come lo sono sempre stata”. Lo fa sapere la sindaca di Torino, Chiara Appendino. A ricevere, fra gli altri, l’avviso di chiusura indagini è stato anche il dirigente del commissariato di polizia Centro Alberto Bonzano. Lo si apprende da fonti legali. L’inchiesta, aperta dai pubblici ministeri Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo della Procura di Torino, aveva portato all’iscrizione di 21 persone nel registro degli indagati, tra cui anche la sindaca Appendino, l’ex questore Angelo Sanna e il prefetto Renato Saccone, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo.