Il crollo del ponte della tangenziale di Fossano potrebbe essere stato causato da un vizio di costruzione legato all’installazione dei cavi: lo dice il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, nel corso di un’audizione in commissione Ambiente della Camera.
“Lo stato conservazione dei cavi – spiega Armani – e’ molto buono ed poco evidente un’ossidazione superficiale dell’acciaio che non ne modifica le caratteristiche tecniche. Evidente invece l’assenza di calcestruzzo all’interno dei tubi e di guaine che tengono insieme i cavi. Questo e’ un elemento di indagine che fa pensare a un vizio di costruzione, perche’ sarebbe collassato con tutti i cavi intatti. Il mancato riempimento dei tubi in acciaio determina un ristagno dell’acqua determinando un ammaloramento dell’acciaio ma non sembra questo il caso visto che i cavi erano in buone condizioni. La mancanza di calcestruzzo fa si anche che in caso di rottura il cavo invece di flettersi si sfila e da’ vita a un evoluzione repentina come e’ avvenuto nel caso specifico: piu’ di un fascio di cavi si deve essere staccato. Basta il 50% dei cavi perche’ l’infrastruttura stia in piedi da sola”. La tangenziale, ricorda Armani, “e’ stata realizzata in due tempi tra il ’93 e il ’99 e rappresentata da 8 km di cui 3,4 sono su viadotto. Sono 16 manufatti fatti da un centinaio di impalcati analoghi a quello che e’ crollato. Bisogna – conclude – fare un’indagine completa dei vizi costruttivi che non sono facili da indagare ex post. Per questo e’ stato avviato un programma molto intenso di verifiche”.