Il Quirinale ha convocato il secondo giro di consultazioni per giovedi’ e venerdi’ prossimi. I primi ad essere ricevuti saranno i rappresentanti dei partiti – a cominciare con ‘Per le autonomie’ e gruppo misto e finendo col M5s – e quindi tocchera’ alle alte cariche istituzionali. ‘Capisco che ci sono delle dinamiche interne alla coalizione di centrodestra e del Pd. Avremo bisogno di tempo per vederne l’evoluzione’, ha detto il leader del M5s Luigi Di Maio. Il segretario della Lega Salvini ribadisce la volonta’ di dialogo: ‘Se Di Maio mi chiama rispondo’. E dal Pd Emiliano spinge per un accordo con i cinquestelle: ‘Martina incontri Di Maio, stabiliscano i punti di governo e facciano il governo. Lo devono fare, non c’e’ nessuna alternativa’.
Si terrà giovedì e venerdì prossimo il secondo giro di consultazioni al Quirinale per la formazione del governo. Lo si apprende da fonti parlamentari. Giovedì dovrebbero essere ascoltate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella le forze politiche e venerdì i presidenti delle Camere, Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, e il presidente emerito Giorgio Napolitano.
Un incontro con Salvini prima di salire di nuovo al Quirinale? “La questione e’ molto semplice: ci vediamo per fare cosa? Dobbiamo chiarire un paio di premesse, e valgono sia per il Pd sia per la Lega. Prima di tutto, qualunque tipo di contratto di governo partira’ dai nostri temi. Poi iniziera’ la contrattazione con gli altri”. Lo dice Luigi Di Maio intervistato dal ‘Fatto Quotidiano’. Ma si incontrera’ con Salvini, si’ o no? “Vediamo. Ma se dobbiamo farlo per dirci Berlusconi si’, Berlusconi no, non serve. Io non voglio far saltare il tavolo, ne’ con Lega ne’ con il Pd. E voglio agevolare il lavoro del presidente della Repubblica nel trovare una maggioranza. Ma dobbiamo arrivare agli incontri con le condizioni giuste”. “Io ricordo che domenica- dice ancora- il centrodestra riunito ha detto che cercheranno i voti in Parlamento, e Salvini si e’ affrettato a smentire. Questo dovrebbe indurlo a capire che forse la sua coalizione non gli vuole cosi’ bene, se voleva mandarlo a farsi impallinare. Per questo mi rivolgo alla Lega e non a tutto il centrodestra: perche’ e’ una coalizione che non esiste, in cui tutti dicono cose diverse”.
“Con il segretario della Lega sono stato chiaro. Gli ho detto: vogliamo metterci al lavoro per fare quello che dicevi anche tu, ovvero riformare la legge Fornero, ridurre le tasse e la burocrazia e altre cose fondamentali? Bene, devi decidere tra il M5S, il cambiamento, e la restaurazione, Berlusconi. È inutile che lui si ostini a pensare che io possa digerire il capo di Forza Italia: non puo’ piu’ digerirlo neppure il Paese. Pero’ sono fiducioso: mettendo al centro il contratto, impegnero’ i partiti su singoli provvedimenti”, dice Luigi Di Maio.
“Ci sarà un altro giro di consultazioni. Saremo gli ultimi ad essere ascoltati anche questa volta e sarà un’occasione per parlare al presidente della Repubblica e dirgli dei passi avanti fatti rispetto alle prime consultazioni per la formazione del governo. Da quello che sto vedendo le forze politiche hanno bisogno di un po’ di tempo. In corso ci sono discussioni ed evoluzioni che io rispetto: noi siamo pronti a firmare un contratto con gli italiani che possa mettere al centro di nuovo le questioni degli italiani. Gli altri hanno bisogno di un po’ di tempo e glielo daremo. Non saremo noi mettere fretta. L’obiettivo è fare un governo ben fatto e non per tirare a campare”. Lo ha detto Luigi Di Maio (M5s), in un messaggio su Facebook dal Molise.
“Basta assistere. Siamo entrati in una seconda fase in cui il Pd può e deve condizionare il quadro politico. Non sto proponendo un governo con i 5 stelle ma sto dicendo che, nelle condizioni date, dobbiamo fare di tutto per evitare che nasca un governo Lega e M5S e non di certo augurarlo”. Così il ministro Dario Franceschini, secondo quanto riferiscono fonti Dem, all’assemblea congiunta del Pd al Nazareno. “Il governo Lega 5 stelle distorcerebbe il processo europeo e porterebbe l’Italia più vicino all’Ungheria che alla Francia e alla Germania”, ha aggiunto.
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, secondo quanto si apprende da fonti Dem, ha detto all’assemblea congiunta del Pd al Nazareno che ritiene probabile il ritorno alle urne. Perché, al di là degli ammiccamenti, Di Maio non potrà mai accettare un governo con Silvio Berlusconi. E Matteo Salvini, se vuole essere il leader del centrodestra, non può mollare Berlusconi. Per questo il Pd dovrebbe “incalzare il M5s” per stanarlo dalle ambiguità che sta tenendo.
“Assolutamente nessun incontro”. Dai piani alti del Movimento 5 stelle assicurano che non ci sara’ l’atteso e piu’ volte annunciato faccia a faccia tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Almeno non adesso, non prima del secondo round di consultazioni al Quirinale che si terranno giovedi’ e venerdi’. E non ci saranno, cosi’ viene spiegato da chi e’ vicino al capo politico M5s, nemmeno telefonate tra i due leader che restano su posizioni distanti e che si prendono, cosi’ viene definito, un momento di ‘riflessione’. I punti fermi di Di Maio continuano ad essere gli stessi: nessun cedimento sulla premiership e nessuna possibilita’ di accordo con un centrodestra che abbia dentro anche Silvio Berlusconi. Avanti solo per un governo di cambiamento. Il ragionamento rimane quello portato avanti in queste settimane: i 5 stelle chiedono che si rispetti la volonta’ popolare che, viene ribadito, e’ stata chiara con gli 11 milioni di voti conquistati da Di Maio e dal Movimento; e quelli ottenuti dalla Lega di Salvini. Quindi, per i 5 stelle, il voto del 4 marzo ha espresso una voglia di cambiamento che esclude un ritorno del leader di Forza Italia, Berlusconi. Su questo, i vertici e anche la base M5s non hanno dubbi.
Ma giovedi’ pomeriggio il leader del Carroccio andra’ dal Capo dello Stato con una delegazione unica di centrodestra, compreso quindi il Cavaliere, anche se le posizioni restano diverse come emerso gia’ nel vertice di domenica ad Arcore. Subito dopo, tocchera’ proprio alla delegazione M5s tornare a parlare con il presidente della Repubblica: Di Maio ribadira’ la sua posizione anche se l’obiettivo e’ di dimostrare ancora una volta, cosi’ viene spiegato in ambienti pentastellati, la ‘responsabilita” e la volonta’ di dare un governo al Paese. Ragionamento nel quale potranno entrare i difficili o quasi inesistenti – almeno ad oggi – rapporti con il Pd al quale Di Maio ripetera’ di guardare nella sua interezza, Matteo Renzi compreso, senza voler dividere nessuno. L’orientamento sarebbe di chiedere piu’ tempo a fronte delle difficolta’ nelle quali si trovano gli altri partiti; oggi Di Maio ha detto che “sia nella coalizione di centrodestra sia nel Pd ci sono delle evoluzioni, delle discussioni in corso che io rispetto, noi siamo pronti a firmare un contratto per gli italiani, gli altri hanno bisogno di un po’ di tempo. Glielo daremo, non saremo noi a mettere fretta – ha sostenuto il capo politico M5s – l’obiettivo e’ un governo ben fatto e non tirare a campare”. Tra l’altro, sul timing della formazione del nuovo governo, pesano anche i prossimi due appuntamenti elettorali – in Molise (il 22 aprile) e in Friuli (il 29) – importanti proprio per i 5 stelle e per la Lega che potrebbero vincere rispettivamente le due sfide.