La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti senza titolo di reato e senza indagati sull’Opas lanciata da Cairo Communication per Rcs. L’indagine (tecnicamente un modello 45) e’ stata affidata ai pm Baggio-Clerico-Civardi ed e’ stata avviata in seguito all’esposto presentato dai legali di Imh.
Sul percorso che ha portato l’editore Urbano Cairo al comando di Rcs si pronuncera’ anche la Procura di Milano. L’apertura di un’inchiesta era attesa, quasi scontata, dopo l’esposto presentato dalla cordata ‘perdente’, quella della newco Imh, composta dalla Investindustrial di Andrea Bonomi e dai soci storici della Rizzoli: Pirelli, Mediobanca, Unipolsai e Diego Della Valle. Al momento il fascicolo e’ senza indagati e senza ipotesi di reato. Per un breve lasso di tempo, c’e’ chi si era illuso che la guerra fra le due offerte, l’opas di Cairo e l’opa della Imh, si fosse chiusa il 15 luglio, dopo la diffusione del comunicato della Borsa sull’esito delle adesioni: 48,8% per l’editore de La7 contro il 37,7% per Bonomi&C. Quella sera, Cairo non aveva ancora finito di stappare lo Champagne, che gli sconfitti gli avevano gia’ fatto le “congratulazioni”, augurando pure “un prospero futuro a Rcs“. Insomma, sembrava che la partita fosse chiusa: “Nessuna ripicca”, rassicuravano il giorno dopo ‘quelli di Imh’. Il Financial Times si esercita usando il ‘caso Rcs‘ per dimostrare che il sistema italiano sta cambiando, allontanandosi dai ‘salotti buoni’ e, in un lungo articolo sulla sua home page, parla di “nuove vie” tra potere e profitto. Ma il fair play e’ durato poco piu’ di un week end. Il 20 luglio, Della Valle ha annunciato che avrebbe dato battaglia: “Richiedero’ a tutte le autorita’ competenti di essere rassicurato, e con me tutto il mercato, sul fatto che tutto si sia svolto nel rispetto delle regole”. Nei giorni successivi sono arrivati gli esposti, prima alla Consob e poi in Procura. A scanso di equivoci, e per rassicurare mercato e azionisti, l’organo di controllo si e’ pronunciato dopo poche ore, spiegando che non sussistono “i presupposti per la sospensione cautelare dell’offerta Cairo”. La Consob ha ‘validato’ il cammino di Cairo in Rcs, pur riservandosi la possibilita’ di poter svolgere altri accertamenti. Ora entra in campo la Procura. I tempi non saranno altrettanto brevi, pero’. Le indagini penali seguono percorsi solitamente piu’ articolati. Chi ha parlato con l’editore de La7, comunque, dice che e’ molto tranquillo, che questa iniziativa dei magistrati non l’ha sorpreso, che era attesa, dopo gli esposti. Fuori dalle aule e al di la’ delle marche da bollo, l’ingresso di Cairo in Rcs va avanti. Con la migrazione della azioni dall’Opa perdente alla sua offerta, Cairo ha gia’ raggiunto il 50,75% del capitale di Rcs. La quota e’ destinata a crescere, visto che il periodo di adesione scade il 28 luglio. Manca poi il passaggio formale con la ‘presa’ del cda. Le strade sono due, o le dimissioni di quattro degli attuali consiglieri, con la cooptazione di altri quattro graditi a Cairo, o la convocazione di un’assemblea. Quest’ultimo passaggio, pero’, implicherebbe tempi piu’ lunghi. E chi segue da vicino il dossier scommette sulla prima ipotesi. Comunque, per capire come andra’ a finire non c’e’ da attendere troppo: per il 3 agosto e’ in programma il cda per la semestrale.