Il No alla riforma stravince con il 60% delle preferenze e travolge Matteo Renzi e il suo esecutivo: “il mio governo finisce qui, vado via senza rimorsi”, annuncia il presidente del Consiglio in una conferenza stampa a Palazzo Chigi dove parla di “sconfitta netta” e afferma che nel giro di una manciata d’ore consegnera’ le sue dimissioni irrevocabili al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Telefonata del premier Matteo Renzi al capo dello Stato, Sergio Mattarella prima della conferenza stampa a palazzo Chigi durante la quale Renzi ha annunciato le sue dimissioni. Il presidente del Consiglio, con ormai certo l’esito del referendum, ha informato l’inquilino del Colle della sua decisione prima dell’annuncio ufficiale.
“Grazie ad Agnese per la fatica di questi mille giorni, grazie ai miei figli e anche a tutti voi. Sono stati mille giorni che sono volati, per me e’ il momento di rimettermi in cammino”. Lo ha detto Matteo Renzi, commentando l’esito del referendum.
Le dimissioni annunciate dal premier Matteo Renzi dopo la sconfitta al referendum diventano immediatamente breaking news nel mondo. “Renzi si dimette dopo la dura sconfitta”, scrive la Bbc. “Il premier lascia”, titola anche il Guardian, mentre il Washington Post da’ la notizia delle dimissioni dopo la “sonora sconfitta al referendum”. Riportano in apertura le dimissioni di Renzi anche El Pais, The Telegraph e la Cnbc.
Il numero dei Si’ e’ stato impressionante, e’ stata una grande festa della democrazia, sono fiero e orgoglioso dell’opportunita’ su iniziativa del governo che abbiamo dato ai cittadini di esprimersi sul merito della riforma”. Matteo Renzi si presenta cosi’ alla stampa per commentare l’esito del referendum. Il premier non nasconde la sua commozione: “facile fare politica contro qualcuno. E’ normale che ci sia rabbia e delusione”, ammette, “ma non perdiamo il buon umore”.
Dopo poco piu’ di mille giorni di governo il presidente del Consiglio Matteo RENZI si appresta a lasciare Palazzo Chigi. Lo ha annunciato ad un’ora dalla chiusura delle urne per il referendum costituzionale, quando ormai era chiara la vittoria del No. “Ci abbiamo provato, ma mi assumo tutte le responsabilita’ della sconfitta: ho perso io, non voi – l’ammissione del premier- segretario del Pd, rivolgendosi al fronte del Si’ -. Non ho vinto, ho perso e lo dico a voce alta. Ho fatto tutto quello che penso si potesse fare in questa fase, ma l’esperienza del mio governo finisce qui. Volevamo tagliare le poltrone ma la poltrona che salta e’ la mia, non siamo stati convincenti, mi dispiace, ma andiamo via senza rimorsi”. Mesi fa, all’inizio di questa campagna elettorale, le aveva annunciate piu’ volte le sue dimissioni in caso di vittoria del No al referendum, poi la marcia indietro e l’ammissione che poteva essere un errore personalizzare il voto, ma la sfida era lanciata.
“Si puo’ perdere un referendum, ma non si perde il buon umore”, ha detto RENZI nel corso della conferenza stampa ringraziando la famiglia, e la moglie, presente nella Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi durante la conferenza stampa: “Grazie ad Agnese, per aver sopportato la fatica di questi mille giorni e per come ha splendidamente rappresentato il nostro paese, grazie ai miei figli. Sono stati mille giorni bellissimi che sono volati, ora per me e’ tempo di mettersi in cammino”. Che strada prendera’ il presidente del Consiglio nessuno lo sa, ma nei prossimi giorni, ha assicurato “il governo continuera’ a lavorare per seguire l’iter dell’approvazione della legge di bilancio” passata in prima lettura alla Camera, e che dovra’ essere approvata definitivamente entro il 31 dicembre. Nel pomeriggio del 5 dicembre il capo del governo riunira’ il Consiglio dei ministri e poi, come ha annunciato sempre nel corso delle conferenza stampa, salira’ al Quirinale per rimettere il suo incarico nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Tutto il Paese sa di poter contare su un guida autorevole e salda come quella del presidente Mattarella – ha concluso RENZI -, in questa sala salutero’ il mio successore con un abbraccio e un sorriso, chiunque sara’, gli consegnero’ la campanella e il dossier delle cose che restano da fare”. Ad aprirsi per RENZI, sara’ anche il capitolo Pd, il partito che guida da segretario. Lui ha sempre detto che questo referendum non era il congresso del partito, il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, poco prima della conferenza stampa di RENZI, aveva annunciato una direzione nazionale convocata per martedi’.