’Vogliamo cambiare l’Italia e renderla piu’ giusta’. E’ il messaggio che Matteo Renzi da Facebook manda al Lingotto nel secondo giorno della kermesse. Dal palco parla il ministro Martina: ‘Noi siamo il Pd e non torniamo indietro’, dice. E dal suo blog Beppe Grillo attacca: ‘M5s e’ il primo partito, gli altri ci copiano l’idea di democrazia in rete’.
E’ il giorno dei ministri alla convention renziana del Lingotto dove Matteo Renzi si fa vedere soltanto alla fine per un bagno di folla e selfie con il popolo dem. Prende la parola per primo Maurizio Martina che rivendica “il Partito democratico siamo noi, non si torna indietro”. Il Pd post scissione è cominciato. “Ripartiamo insieme da qui con la stessa voglia del primo giorno”, spiega Maria Elena Boschi che parla per la prima volta anche della bocciatura della riforma che porta il suo nome. “Abbiamo fatto tante riforme, tra queste, quella costituzionale. La sconfitta è stata dolorosa – ammette -, ma noi non ci siamo persi: siamo in cammino e qui, da Lingotto, sappiamo che la nostra avventura è solo all’inizio”.I punti fermi sono messi in chiaro dai diversi ministri. Sulla prospettive di governo, parla Dario Franceschini. Il ministro, potente sostenitore della mozione Renzi, chiarisce che “dobbiamo allargare questo fronte, abbiamo interesse che ci sia un’ala moderata nel centrodestra con cui possiamo dialogare”. In merito alla maggioranza che verrà, Francenschini dà per scontato che resti il proporzionale e prevede: “Ci aspetta una sfida difficile che dobbiamo affrontare non da soli, ma con valori condivisi e costituzionali da rispettare”. E, rivolgendosi agli sfidanti di Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano, assicura: “non siamo nemici né avversari, stiamo solo scegliendo il capitano, ma giochiamo tutti nella stessa squadra”.
Tocca al titolare dell’Economia Pier Carlo Padoan spiegare l’idea di Europa della mozione Renzi. L’Unione europea “così non va e deve cambiare” in quanto ha precise “responsabilità e non può restare a guardare”. A cominciare dal problema della disoccupazione. Le priorità devono essere lavoro, crescita, istruzione e sicurezza. Il ministro critica poi Lega e M5S: “Gli scenari di un’Italexit mi fanno rabbrividire perché chi fa queste proposte non ha idea dei danni economico-sociali che si creerebbero”.Dopo le polemiche su voucher e Jobs Act, Giuliano Poletti fa autocritica e spiega che le riforme non sono “autorealizzabili”, ma serve il consenso del “popolo”. “Dobbiamo certo interrogarci su come mai la gente non ha capito quanto abbiamo fatto ma non dobbiamo rinunciare all’orgoglio delle nostre riforme”.
Parla del futuro del partito, la viceministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova. “La casa è quella giusta: è la nostra casa. Ripartiamo con le cose da fare. Nel trolley mettiamo il contributo di tanti e di tante per scrivere la piattaforma del Pd con la quale speriamo di ritornare a governare il paese. Ma nel trolley dobbiamo lasciare un po’ di spazio per le cose fatte”. L’ex sindacalista critica poi la minoranza di Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza che ha deciso di dare l’addio al partito. “A chi è andato via, dico ‘auguri’. Alcuni pensano di aver fatto una cosa importante: in alcune città neanche si accorgeranno di voi, in altre se la scissione è stata percepita come una liberazione vuol dire che il legame si era già rotto, vuol dire che portavate il treno verso il deragliamento e non verso il futuro. Buon lavoro, amici e compagni”.
Posizione simile a quella del ministro della Difesa Roberta Pinotti che per l’occasione decide di parlare di temi altri rispetto alla sicurezza. “Questa sera vorrei ricordare una figura, una madre della Repubblica: Tina Anselmi, anche se non appartiene alla mia tradizione. Non dobbiamo chiuderci in un recinto: superare le provenienze non vuol dire perdere l’identità, vuol dire crescere insieme”. Per la prima volta la ministra si esprime sui Cinquestelle. “In questi mesi ho notato il disprezzo umano dei grillini verso le altre persone. Dobbiamo combattere questi germi per quanto possa essere aspra la battaglia politica”.A chiudere la giornata è stato lo psicanalista Massimo Recalcati che ha annunciato l’intitolazione a Pier Paolo Pasolini della nuova scuola di formazione politica che dovrebbe aprire i battenti il 20 maggio.Domani l’ultimo giorno della kermesse a sostegno di Renzi. Sul palco, dalle 9,30, dovrebbero intervenire Gianni Pittella, Cecile Kyenge, Luciano Pizzetti, Matteo Richetti, i ministri Marco Minniti, Valeria Fedeli, Graziano Delrio, Marianna Madia, Piero Fassino, Micaela Fanelli (sindaco di Riccia), Luigi Berlinguer e Tommaso Nannicini. Chiude Matteo Renzi. Atteso anche il premier Paolo Gentiloni.