Affondo alla Camera del premier Renzi contro l’Ue, a suo dire protagonista di un ‘frenetico immobilismo’ che con il recente vertice di Bratislava ha dato ‘poco piu’ di niente’, quando invece sarebbe necessario essere all’altezza delle sfide. Occasione le comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue, in cui Renzi ricorda le emergenze da affrontare: l’Italia, promette, sara’ durissima con i paesi che cercheranno di smarcarsi dalla questione migranti. E poi basta con le regole burocratiche di fronte alle popolazioni colpite dal terremoto. Quanto ai giudizi di Bruxelles, secondo Renzi in Italia suscitano uno psicodramma, altri paesi fanno come credono. Il premier guarda dunque al vertice romano del marzo 2017: per il futuro dei 27 sara’ – dice – uno spartiacque decisivo.
“E’ fondamentale che l’Italia sia promotrice di una posizione durissima nei confronti di quei paesi dell’Unione che hanno ricevuto molti denari e che si stanno smarcando dagli impegni assunti formalmente sulla ricollocazione degli immigrati”. E’ quanto sostiene il premier Matteo Renzi, che questa mattina e’ intervenuto nell’Aula della Camera in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 ottobre. Secondo Renzi, “ai compiti che derivano dall’appartenenza all’Unione europea corrispondono uguali obblighi”. E il prossimo bilancio “dovra’ fare riferimento a chi dice si’ e no rispetto alla ricollocazione”. “L’Europa e’ a un bivio – ha aggiunto -. Stavolta rischia sul serio. Rischia di non apparire piu’ come il luogo della speranza per le prossime generazioni”.
“L’unico punto positivo che vedo in questi mesi – ha poi proseguito Renzi – e’ quello di aver fissato l’appuntamento di Roma il 25 marzo 2017 come la data ultima di un percorso inedito. Sessanta anni dopo la firma dei Trattati, i 27 Paesi si riuniranno nella Citta’ eterna e proveranno a immaginare un futuro. E’ un appuntamento di grande rilievo, puo’ essere uno spartiacque cruciale e decisivo. E, in vista del vertice di Roma, la mia proposta e’ che i gruppi parlamentari aiutino, come fatto dal Parlamento di Strasburgo, senza distinzioni, lavorando insieme sulla base di proposte puntuali e di un ideale condiviso”.
Il presidente del Consiglio si e’ soffermato anche sul sisma che ha colpito l’Italia centrale. “Un paese che ha vissuto tre terremoti puo’ permettersi di soggiacere alle regole burocratiche per non guardare alle esigenze dei propri cittadini? E’ inaccettabile anche solo pensarlo – ha osservato -. Non c’e’ alcuna discussione possibile in ordine agli impegni che abbiamo preso nei confronti delle comunita’ colpite dal terremoto. Era inaccettabile pensare di non scomputare le spese per il terremoto dal bilancio. C’e’ bisogno di lavorare sulla prevenzione e sull’edilizia scolastica”.
Renzi ha quindi precisato che al prossimo Consiglio europeo si discutera’ “della Russia e della Siria, del Medio Oriente e della necessita’ di un ruolo finalmente positivo”. E non ha mancato di rimarcare che, grazie all’Italia, ora c’e’ piu’ attenzione da parte della Ue all’Africa. “Il tempo della proposta – ha spiegato – non puo’ essere sganciato dalla constatazione che quando le cose vanno male bisogna dirlo. Dopo il summit di Bratislava molti commentatori hanno detto che l’atteggiamento italiano era sbagliato e fuori luogo. Non e’ passata nemmeno una settimana e il presidente della Commissione si e’ recato in una sede istituzionale ufficiale per dare lo stesso giudizio che avevamo dato noi e il fatto che il mancato riferimento all’Africa sia stato da noi cosi’ brutalmente stigmatizzato ha portato a una rinnovata attenzione sul tema e il tema finalmente e’ all’ordine del giorno della discussione in modo meno superficiale del passato”. Infine, Renzi ha parlato del rapporto Italia-Usa. “E’ molto forte – ha sottolineato -. Obama ha detto che questo rapporto conosce oggi il livello piu’ alto della sua storia, cosa che ci inorgoglisce e che corrisponde a verita’. Mai come in questa fase l’Italia vede gli Usa come punto di riferimento della nostra amicizia internazionale e delle possibilita’ di crescita dal punto di vista economico”.