Trent’anni e non li dimostrano. Sono i laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), collocati sul Gran sasso, che oggi hanno ricevuto la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Accompagnato da Fernando Ferroni (presidente Infn), Stefano Ragazzi (direttore dei Lngs), Antonino Zichichi (ideatore dei Laboratori) e Carlo Rubbia (premio Nobel per Fisica), il capo dello Stato non ha mancato di sottolineare la propria soddisfazione per “le tre grandi cattedrali che sono il centro dei laboratori”. “Questo – ha detto ancora Mattarella – e’ un punto di eccellenza tra i piu’ alti del nostro Paese, motivo di prestigio e di orgoglio. Qui avvengono continuo confronto, interazione, scambio di esperienze con tanti altri luoghi di ricerca nel mondo”.
“L’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e Laboratori del Gran Sasso svolgono – ha detto Mattarella – ha un ruolo di selezione importante per tanti ricercatori di alta qualita’ del nostro Paese, formano tanti giovani studiosi, questa e’ una ricchezza per il nostro Paese, consente di guardare al futuro partecipando alle frontiere dell’innovazione, della conoscenza e dell’applicazione delle ricerche”. “Non e’ un caso – ha proseguito il presidente – la collaborazione tra laboratori e aziende che si svolge costantemente. Scienza e cultura costituiscono una realta’ indivisibile, ma questo versante della scienza che ho toccato con mano questa mattina, per una persona come me, di studi umanistici, ha particolare fascino”. Secondo il capo dello Stato: “Ci si trova alla frontiera della conoscenza, del mondo e della sua storia. Attraverso tentativi ripetuti, i passi avanti che si fanno sono arricchimento per tutta l’umanita’ e sono motivo di orgoglio per tutti gli italiani”.
Sul versante scientifico, la sferzante ironia di Antonino Zichichi professore emerito del dipartimento di Fisica dell’Universita’ di Bologna che, ricordando i forti ostacoli riscontrati nella fase di progettazione e realizzazione dei laboratori, scambiati per una parte della politica come possibile rifugio anti atomico per il Governo dell’epoca afferma: “In caso di guerra nucleare, la stessa si concluderebbe in due ore, in Italia, in un ora perche’ e’ esposta in acque internazionali. Come fa un governo in un’ora a mettersi in sicurezza sotto i Laboratori del Gran Sasso?. Quando ho proposto il progetto Gran Sasso – ha continuato Zichichi – c’erano fortissime opposizioni; occuparono il cantiere impedendo l’inizio dei lavori di scavo della galleria. Marco Pannella fu onesto, perche’ dopo la mia dichiarazione si schiero’ a favore, capi’ la cosa, questo vuol dire fare opposizione onesta, intellettuale e lui stesso fu un sostenitore dei Laboratori”. “I miei colleghi devono sapere”, ha aggiunto il fisico, “che se noi non spieghiamo al grande pubblico come stanno le cose non possiamo pretendere che ci sia consenso. Noi siamo per la difesa della natura, per il rispetto degli ecosistemi”. Un ragionamento ripreso dal presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso: “Non vogliamo che per via delle attivita’ sotto il Gran Sasso si determini paura, che e’ il contrario della ricerca e della cultura. Come allora dobbiamo lavorare gomito a gomito”, facendo riferimento alle recenti polemiche sorte soprattutto da parte degli ambientalisti dopo l’annuncio sull’avvio nei Laboratori dell esperimento Sox che utilizzera materiale radioattivo. “Vogliamo uno spazio di monitoraggio – ha aggiunto – per far si’ che l’acqua continui a essere quella donata da Dio, che il trasporto autostradale nulla possa nuocere e che l’attivita’ di ricerca continui come ora per evitare l’intrapresa malvagia di quelli che vogliono spargere paura. Come presidente della Regione – ha assicurato il governatore – saro’ al fianco, anche dispiegando risorse finanziarie, ma soprattutto garantendo composizione istituzionale che faccia fronte rispetto a chi ha provato a danneggiare e diffondere paura”.