DRAGHI, NON VEDO RECESSIONE MA ALLARMA CORSA UNILATERALISMO
Mario Draghi saluta con soddisfazione ‘il recente documento franco-tedesco’ che ‘merita apprezzamento, e’ un passo incoraggiante e molto importante date le difficili circostanze politiche in cui e’ nato’. Il riferimento e’ alla bozza di riforma dell’Unione monetaria che ruota intorno al Fondo monetario europeo e a un bilancio dell’Eurozona emersa dalla ‘dichiarazione di Mesenberg’. ‘Finalmente dopo anni di discussioni abbiamo una proposta che arriva dai governi, tedesco e francese’, ha notato Draghi.
La proposta di riforma presentata da Germania e Francia, ha affermato il presidente della Banca centrale europea nel corso di un panel che lo vedeva affiancato ai banchieri centrali di Stati Uniti, Giappone e Australia, “deve essere salutata come un passo incoraggiante”, soprattutto alla luce delle difficili condizioni politiche all’interno delle quali è maturata. Il rafforzamento dell’Unione economica e monetaria è da tempo uno dei cavalli di battaglia del banchiere centrale europeo, che nel corso dell’evento portoghese ha voluto rimarcare quanto sia importante che impulsi concreti in questa direzione arrivi non solo dalle istituzioni Ue ma dai Paesi membri. “Per la prima volta abbiamo una proposta fatta dai governi”, ha fatto notare alla platea, osservando che per quanto il piano sia ancora “vago”, la cosa importante sia che “per la prima volta dopo anni abbiamo qualcosa su cui discutere”.
“Persino sul medio termine non vediamo una recessione. Ci aspettiamo una crescita piu’ bassa ma nulla che si avvicini a una recessione”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, a Sintra, dove pochi giorni fa Larry Summers, ex segretario al tesoro Usa, ha avvertito che le economie avanzate non sono preparate per fronteggiare la prossima recessione. Secondo indiscrezioni raccolte dalla Reuters a Sintra prima che Draghi parlasse, la Bce teme che la ripresa possa interrompersi a causa della ‘guerra commerciale’ innescata dagli Usa.