Conte: “Rende la Casta Politica Intoccabile, Fermiamoli con un No”
La riforma costituzionale sulla giustizia, promossa dal Ministro Carlo Nordio, continua ad accendere un feroce scontro politico, polarizzando l’attenzione in vista del prossimo referendum confermativo.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha lanciato un duro attacco, accusando il Governo di voler blindare la classe politica dagli accertamenti giudiziari. In un video sui social, Conte ha sostenuto che la riforma “rende la casta dei politici intoccabile e al riparo dalle inchieste dei pubblici ministeri”, mentre la giustizia ordinaria resta lenta per i cittadini comuni. “Dobbiamo fermarli con il referendum,” ha dichiarato Conte, concludendo il video con un esplicito invito al “No” al voto.
Sul fronte del “No” referendario, Enrico Grosso, presidente del Comitato, ha criticato l’uso strumentale di figure storiche del diritto, come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Giuliano Vassalli, nel dibattito sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. “Io i morti li lascerei in pace, ho molto rispetto per la memoria di Falcone e Borsellino,” ha affermato Grosso. “Trovo stucchevole e ridicolo che li si tiri in ballo di volta in volta. Nessuno di noi sa cosa questi grandi personaggi penserebbero dei nostri problemi di oggi.”
Grosso ha suggerito che ricorrere a figure del passato sia un segno della “debolezza” degli argomenti attuali a favore della riforma e ha promesso di non ricorrere mai alla strumentalizzazione di personalità defunte.
Il presidente del Comitato per il No ha anche espresso profonda preoccupazione per l’atteggiamento della politica nei confronti della magistratura, parlando di una generalizzata “insofferenza ai controlli” e ai contropoteri.
“La delegittimazione della magistratura è un veleno che alla fine produce nei cittadini un profondo danno,” ha avvertito Grosso, temendo che i cittadini possano perdere fiducia in un’istituzione fondamentale dello stato di diritto.
Infine, Grosso si è detto pronto a un “faccia a faccia” con il Ministro Nordio per discutere la riforma, ma ha criticato il Governo per aver scelto di non legittimare il Comitato per il No come interlocutore principale. Ha chiarito che l’interlocutore deve essere il Comitato e non l’ANM (Associazione Nazionale Magistrati), per evitare di accreditare l’idea che la magistratura sia in contrapposizione diretta con la politica.