Sembrano diradarsi le nuvole sul progetto del nuovo stadio dell’As Roma, con la Giunta Raggi che si apre alle richieste della società, nel primo incontro dopo lo stop alla Conferenza dei servizi, e il parere negativo espresso, solo due giorni dopo, sul controverso progetto. L’incontro, per garantire maggiore tranquillità in Campidoglio alla seduta dell’assemblea Capitolina, nel primo pomeriggio si sposta all’Eur, a “casa” dell’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini. Le due parti si lasciano con ottimismo e l’apertura di un tavolo tecnico che da giovedì esaminerà, Cad alla mano, quello che non va e quello che può essere migliorato nella proposta della squadra capitolina. Il tutto prima del 3 marzo, data limite per chiudere con successo la Conferenza dei servizi ad oggi nel limbo. Raggi supererebbe così la difficoltà d’immagine che le pone l’opposizione della sua Giunta al progetto sponsorizzato da una delle squadre del cuore della Capitale. A fronte delle pressioni che arrivano persino dall’allenatore Spalletti e dal bomber Totti, sembrano pesare il giusto sia la difesa d’ufficio sui “43 successi” della sua Giunta sostenuta da Beppe Grillo, sia i “91 risultati” che la sindaca rivendica in un post-fiume pubblicato in serata.
Domani Raggi sarà al fianco del premier in pectore del M5S Luigi Di Maio, a lanciare con molti altri sindaci del movimento, tra i quali la più amata dagli italiani, Chiara Appendino, il nuovo sito che dovrà servire a fare da megafono ai buoni risultati amministrativi del M5S lungo lo stivale. Domani, però, per Raggi potrebbe non essere il momento più giusto. Se impegni precedenti del suo avvocato non porteranno i pm a spostare l’incontro, il suo ex capo segreteria Salvatore Romeo dovrebbe essere ascoltato per la prima volta su un’ipotesi di reato che vedrebbe proprio la sindaca indagata insieme a lui per un altro abuso d’ufficio. Raggi, infatti, non avrebbe soltanto oltrepassato i confini delle sue competenze nominando Renato Marra, fratello di Raffaele e suo ex vice capo di gabinetto tuttora in carcere per corruzione, a capo del dipartimento Turismo. Gli inquirenti vogliono stabilire con chiarezza come Raggi arrivò a determinare il compenso di Romeo, nel passaggio dal Dipartimento comunale delle Partecipate in cui lavorava l’ex collaboratore al suo staff, di fatto triplicandolo. Il testo della delibera, firmata dalla sindaca Raggi, non offrirebbe alcun parametro preciso in merito e sarebbe questa indefinitezza ad aver dato impulso a questo filone d’approfondimento. La scelta della sindaca, d’altro canto, era stata stigmatizzata fin dalla firma della delibera dalla sua ex capo di Gabinetto Carla Raineri. La magistrata, nell’esposto successivo al suo abbandono clamoroso del Campidoglio, già configurava per quest’atto della sindaca il rischio di incorrere nell’abuso d’ufficio. Nuvola che va, temporale che s’annuncia in Campidoglio, nonostante le decine di mazzi di fiori, biglietti e dimostrazioni d’affetto che stanno raggiungendo la sindaca dal giorno del suo interrogatorio fiume, per i quali Raggi ringrazia in un video su facebook: “grazie a tutti, in questo momento noon facile è quello che serve”.