EUROTOWER, ALZA STIME INFLAZIONE 2017 E 2018, 2019 RESTA 1,7%
Il ministro delle Finanze tedesco Schaeuble attacca il numero uno di Eurotower sui tassi bassi spiegando che ‘le misure di politica fiscale e monetaria hanno raggiunto il limite’, ma Draghi ancora una volta li lascia invariati anzi annuncia che i livelli dei tassi di interesse al livello attuale o piu’ basso per un periodo prolungato e anche oltre l’orizzonte temporale del qe che al momento e’ atteso concludersi a dicembre. Ma riduce a 60 miliardi al mese il ritmo degli acquisti di titoli da aprile a dicembre, dagli attuali 80 miliardi di euro. Draghi, ‘l’inflazione di base resta bassa’. La banca centrale europea ha alzato all’1,7%, dall’1,3% di tre mesi fa, la stima d’inflazione per il 2017, e a 1,6% da 1,5% quella per il 2018. Per Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi. La stima sul 2019 e’ confermata all’1,7%.
“Le misure di politica fiscale e monetaria hanno raggiunto il limite”. Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ad una conferenza – riferisce Bloomberg, sottolineando che “piu’ dura la fase dei bassi tassi di interesse, piu’ aumenta l’impatto” sul settore finanziario. “Per questo – ha spiegato Schaeuble – pur nel rispetto dell’indipendenza delle banche centrali, sto propugnando un tempestivo avvio della exit strategy. Sara’ piuttosto difficile ma deve essere fatto”.
La politica monetaria della Bce non cambia e Mario Draghi prende atto che l’inflazione nell’Eurozona e’ in rialzo, ma non fa paura, perche’ “quella di base e’ sotto controllo”. “L’inflazione e’ in crescita – spiega il numero uno della banca centrale europea – soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari, ma le pressioni dell’inflazione di base restano contenute”. L’istituto di Francoforte conferma poi il suo attuale orientamento ultra-accomodante e lascia invariati i suoi tassi principali. Anche il Qe resta come a dicembre, cioe’ il piano di acquisti proseguira’ fino alla scadenza di marzo al ritmo di 80 miliardi di euro al mese e, da aprile fino al dicembre del 2017 “o anche oltre, se necessario”, verra’ scalato a 60 miliardi di euro al mese. I ritocchi li fa invece lo ‘staff’ della Bce, che rivede al rialzo le stime sull’inflazione e quelle sulla crescita economica. Nel 2017 l’inflazione crescera’ dell’1,7% e non dell’1,3% e nel 2018 dell’1,6% e non dell’1,5%, mentre il Pil dell’area euro avanzera’ dell’1,8% quest’anno e non dell’1,7% e nel 2018 crescera’ dell’1,7% e non dell’1,6%.
All’interno del direttivo della Bce i ‘falchi’ tedeschi hanno tenuto toni piu’ bassi rispetto a quelli che emergono da Berlino, dove la richiesta a Draghi di avviare il tapering e’ perentoria. “Non ho il metro per misurare come il consenso cambi. La discussione di oggi e’ stata molto consensuale e penso di averne dato conto. Non ricordo quale fosse il consenso due o tre anni fa, questo per me e’ troppo difficile”. Cosi’ Draghi ha risposto a chi gli chiedeva se il consenso dentro la Bce fosse cambiato. Anche sulla tenuta dell’euro Draghi e’ stato drastico. “Ci sono delle tensioni” nell’Unione monetaria ma “non sono cosi’ serie”, “l’euro e’ irrevocabile”. E ancora: “Senza euro non c’e’ mercato unico ed e’ quindi irrealistico pensare a qualcosa di diverso dall’euro”. Il presidente della Bce si e’ mostrato cauto anche sul progetto di un'”Europa a due velocita’”, la quale, ha tenuto a precisare, sara’ una “decisione interamente politica”. A Donald Trump, che ha attaccato la Germania, sostenendo che sfrutta e manipola l’euro, Draghi replica: “Attaccare la Germania non ha giustificazione”, l’euro non e’ una moneta manipolata, “la politica monetaria della Bce e’ indipendente”, semmai e’ dollaro a essere “al di sotto del suo tasso di cambio medio storico”. Sull’attuale politica monetaria, al di la’ della decisione di mantenere ferma la rotta, Draghi ha dato poche indicazioni. Tra queste quella che la Bce ha “perso il senso di urgenza” riguardo all’assunzione di ulteriori misure di stimolo e una precisazione: “Non intendo speculare su un rialzo dei tassi prima della fine del Qe”, posso solo dire che la possibilita’ che i tassi possano scendere “sono calate”.