Scontro aperto tra l’ex Presidente Barack Obama e Donald Trump. L’ufficio di Obama ha rilasciato una rara e dura dichiarazione, definendo le accuse di Trump – che lo vedrebbero coinvolto in un complotto per sovvertire le elezioni del 2016 e nascondere prove sul caso Russia-Trump – un “debole tentativo di distogliere l’attenzione” dai recenti sviluppi sul dossier Epstein.
“Per rispetto verso la carica presidenziale, il nostro ufficio di norma non si abbassa a rispondere alle continue sciocchezze e alla disinformazione che escono da questa Casa Bianca,” si legge nel comunicato. “Ma queste affermazioni sono talmente oltraggiose da meritare una replica.”
Le accuse, definite “ridicole e bizzarre”, rappresentano per l’ex Presidente un tentativo di spostare il focus dalla crescente attenzione mediatica sul caso Jeffrey Epstein. Il riferimento al “documento diffuso la scorsa settimana” suggerisce un collegamento diretto tra le nuove affermazioni di Trump e le recenti rivelazioni legate al finanziere americano, deceduto in carcere e accusato di reati sessuali.
La dichiarazione di Obama sottolinea che “nulla, nel documento diffuso la scorsa settimana, smentisce la conclusione ampiamente condivisa secondo cui la Russia ha cercato di influenzare le elezioni presidenziali del 2016, ma non è riuscita a manipolare alcun voto”. Un riferimento diretto alle indagini che hanno concluso per un’interferenza russa, risultati “confermati in un rapporto del 2020 del Comitato per l’Intelligence del Senato, composto da membri di entrambi i partiti”.
La Casa Bianca, tramite la portavoce Karoline Leavitt, ha rincarato la dose, sostenendo che “nuove prove, pubblicate dal direttore dell’intelligence Usa, confermano che l’amministrazione Obama fabbricò informazioni di intelligence politicizzate” contro Donald Trump nel 2016. Tali informazioni, secondo Leavitt, sarebbero state “usate come giustificazione per diffamazioni infondate contro il Presidente Trump, nel tentativo di delegittimare la sua vittoria ancora prima che prestasse giuramento.”
Tulsi Gabbard, attuale direttore dell’intelligence USA, aveva già affermato che Obama e la sua amministrazione “nascosero prove che smentivano” il legame tra la Russia e Donald Trump, e avrebbero “complottato per sovvertire la volontà del popolo americano che elesse Donald Trump nelle elezioni del novembre 2016”.
Leavitt ha concluso con una dura accusa: “La verità è che il presidente Trump non ha mai avuto nulla a che fare con la Russia, e la bufala della collusione con la Russia è stata una gigantesca frode perpetrata ai danni del popolo americano fin dall’inizio. E la cosa peggiore è che Obama conosceva quella verità, così come tutti gli altri funzionari corrotti coinvolti in questa truffa”.
La diatriba tra i due ex presidenti, che si inasprisce in un momento di grande attenzione mediatica per il caso Epstein e per le prossime elezioni presidenziali, promette di mantenere alta la tensione politica negli Stati Uniti.